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La vigilia del primo giorno di scuola: alcune ansie

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Durante le ore che precedono il suono della campanella del primo giorno di scuola sembra di stare in zona ralenti: vedi la replica di una vecchia serie TV ("The O.C." per la precisione), prepari la lasagna e le cotolette alla tirolese, esci, respiri, fai incontri, in modo del tutto naturale. Insomma, la vita scorre in piena tranquillità, come a Hobbyville.
A meno che non ti assalga l'ansia da:
1) preparazione cartella.
Ieri sera ho mandato la foto alla mia amica Laura della cartella che mi ha regalato per il superamento dell'anno di prova. Ho anche inserito il diario acquistato dal cinese (una bella agenda verde tascabile con il disegno di Alice e Bianconiglio), in cui già ho scritto l'orario provvisorio e la scaletta per questa settimana;

2) preparazione prove di ingresso.
Ci vuole sempre un piano B, l'asso nella manica, il "pain in the neck", per ovviare a pene in un'altra zona del corpo;
3) presentazione.
Che orecchini devo mettermi? Cosa d…

"Brindo": il mio breve componimento motivazionale

Brindo.
A chi, pur non facendosi sentire o vedere spesso, sa che in me può trovare un'amica senza che gli/le dica "Ci sono se hai bisogno", "Puoi fidarti di me" (cose che, tra l'altro, non dico mai ma che cerco di dimostrare ogni giorno con la mia presenza, la mia delicatezza e le mie attenzioni sincere).
A chi, nonostante lo scorrere del tempo, vorrebbe che gli/le dessi lezioni private per progetti più grandi o semplicemente mi contatta per chiedermi come stia e per condividere i propri tentativi e successi scolastici e non.
A me che sono degna di queste e altre attenzioni.
A me che riesco quasi sempre a non far ricadere sugli altri le delusioni passate e le ferite inflitte alla mia anima.
A me che trovo un motivo in più per darmi forza anche se talvolta mi faccio sopraffare dalla "voce negativa".
Brindo.

Uscire dalla zona di comfort: "essere" più che "fare"

Quante volte avete sentito parlare di "zona di comfort"? Quant* di voi cercano di uscirne e in che modo?
Mentre vi prendete del tempo per pensarci, vi dico la mia.
Si legge in giro per la rete che si può uscire dalla zona di comfort agendo: che sia un viaggio esotico o un'escursione con tanto di sessione di deltaplano, che sia correre dei rischi del tipo "Chiedi a Tizia se vuole uscire con te. Se riceverai un 'no' come risposta, sempre meglio averci provato che mangiarsi le mani e rimuginare sull'inutilità della propria esistenza", oppure, alla Troisi verso il pavidissimo Robertino "Jesce, tuocc 'e femmen". Insomma, qualsiasi cosa si faccia, va sempre bene.E se si decidesse di essere, invece? Essere di diverso parere rispetto a ciò che la mente ci dice? Essere predispost* verso gli altri in un modo nuovo rispetto al solito? Correre il rischio di perdere determinate persone non facendo nulla, ma semplicemente essendo più egoisti, badand…

Perché sostenere qualcun@ è importante.

Ieri ho rivisto dopo anni il video di una canzone che mi ha sempre gasata: Starlight.
Trovo che il video sia di una tristezza allucinante.
Immaginatevi una persona con un sogno che cerca di realizzare. Nessun aiuto da parte dei genitori, i quali sono ipnotizzati davanti alla TV nell'ascoltare un(') altr@ cantante.
Finalmente cost*i riesce a trovare un(') amic@ con cui si trova sulla stessa lunghezza d'onda e che lascia i propri familiari e le proprie zone di comfort per camminare con l*I verso il successo. I due iniziano a lavorare insieme, mandano la loro musica ovunque e, dopo alcuni "no", arriva un "sì" con tanto di contratto. La canzone viene trasmessa in radio, ma purtroppo non riscuote il successo meritato.
Un giorno dei piccoli alieni restano colpiti dalla canzone, così contattano gli artisti e li raggiungono fin sotto casa. Fra i due viene scelta una sola persona, che viene rapita, lasciando l'altra sola.
Lasciando stare il discorso &quo…

Arruolata!

- "Che volto disteso hai oggi. Ti vedo proprio serena!"
+ "Sì, ho finito l'anno di prova e sono entrata di ruolo." Se gli ermetici fossero ancora vivi, si complimenterebbero per la brevità di questo scambio di battute e per quella della mia presentazione durante l'incontro finale dell'anno di prova. Dopotutto, durante gli Esami di Stato ho sentito così tante volte parlare di Quasimodo e Ungaretti (per alcuni Ungheretti) che mi sono fatta influenzare persino in un momento catartico quale la discussione sull'anno di prova.
Avrei voluto parlare tanto, mostrare il video, il Padlet e gli Sway, fra cui uno sul totalitarismo in cui un mio alunno (non una cima in inglese) si è fatto riprendere con una maschera di carta diV per Vendetta mentre leggeva le risposte sul discorso di V.
Avrei voluto avere uno scambio più profondo di idee, evocare le mie guide di una vita, ringraziare la mia saggia tutor, i colleghi, la Preside con ampie parole sentite dal più pr…

Alla ricerca dell'amor perduto: i Backstreet Boys e la lingua inglese

Se scrivo You are e voi rispondete my fire, se scrivo The one e voirispondete desire, allora siete nel post giusto su una delle boyband più amate di sempre: i Backstreet Boys.
A metà novembre ero fuori scuola quando ricevetti la mail dell'unica data italiana del tour mondiale dei cinque artisti che sono stati fra quelli che più mi hanno fatta avvicinare alla lingua inglese insieme a Bryan Adams, le Spice Girls e i Savage Garden. Manco a farlo apposta, la data di Milano coincideva con un collegio docenti, ma la necessità di recuperare quella parte di romanticismo tenuta a tacere o espressa in modo meno mieloso, di riappropriarmi dei miei spazi e di ricomprendere uno dei tanti motivi per cui attualmente amo insegnare inglese ha avuto la meglio persino sul presenziare a un evento scolastico importante. Pertanto non solo ho fatto salti di gioia in quel momento, ma non ho atteso molto prima di acquistare i biglietti.
Quanto è stato emozionante attendere i BSB cantando le canzoni degli …

Cercavo poesia e l'ho trovata nella lingua cinese

Come alcune persone sanno, dal 1° gennaio ho iniziato una nuova sfida: imparare una lingua che non fosse né germanica né neolatina. Così ho cercato un'app che mi permettesse gratuitamente di iniziare l'apprendimento del cinese e l'ho trovata: Hello Chinese. Giorno dopo giorno, un quarto d'ora alla volta, sto prendendo dimestichezza con parole, sillabe, suoni e soprattutto caratteri. Quest'applicazione mi permette di esercitarmi anche a livello di scrittura cinese e sono rimasta sbalordita di quanti simboli ci siano in questa lingua che trovo affascinante e per certi versi più semplice di quelle neolatine (es. no desinenze per coniugare i verbi al presente e al passato, come in svedese).
Prendiamo ad esempio la parola "bàba" ("papà") oppure "gŏu" ("cane"): nel primo caso abbiamo due sillabe uguali raffiguranti due martelli che si incrociano, sotto i quali ci sono un paio di occhiali e un sorriso. Sì, sarà pure un'immagine …