martedì 10 maggio 2016

Dal "Notre-sfighe de MIUR", "Dio, ma quanto è ingiusto il MIUR"


Sono passate quasi tre settimane dal magnifico spettacolo Notre-Dame de Paris a opera di Riccardo Cocciante e Pasquale Panella (per la versione italiana), eppure da quando le mie orecchie hanno incontrato le note delle loro canzoni, non riesco proprio a smettere di ascoltarle. In particolar modo ne metto una in "cicla uno": Dio, ma quanto è ingiusto il mondo, cantata da Giò Di Tonno nei panni di Quasimodo.
Per chi non conoscesse la storia, ne consiglio innanzitutto la lettura del romanzo (molto scorrevole, a parte alcuni punti) perché Disney, almeno per me, non ha reso giustizia a personaggi poliedrici e complessi come Claude Frollo, il villain dell'opera. Dopo la lettura, consiglio vivamente la visione dello spettacolo in prima persona: un conto è essere davanti a una TV/un PC a vederne i DVD/video Youtube/sim., tutt'altro è essere presente a teatro, contemplando le scenografie, le voci, le espressioni facciali visibili a distanza ravvicinata ovviamente. Io che sono miope e che non avevo i posti in prima fila, ho riscontrato delle difficoltà a decifrare ogni movimento muscolare del viso, però i timbri del cast per me sono molto azzeccati ai personaggi.


**ATTENZIONE SPOILER**

L'unica nota "negativa" dello spettacolo è l'assenza di chi per me è un personaggio tutt'altro che di contorno: la mamma di Esmeralda (oltre alla capretta Djalì e Giovanni Frollo, fratello ribelle dell'arcidiacono).

**FINE SPOILER**


Ritornando alla canzone che ascolto più spesso di tutte, ecco una rivisitazione della stessa e già chiedo perdono a Pasquale se sostituisco alcune parole e sintagmi con termini "immondi", ma con le mie conoscenze interdisciplinari, nonché con la mia tendenza alla scrittura di poesie, mi voglio "permettere il lusso" di denunciare un male che affligge i "cornuti e mazziati" chiamati TFA e SFP (e PAS, anche se in misura minore secondo me): il concorso.


Dio, ma quanto è ingiusto il MIUR

di ruolo lui, concorso a me 

Io ti digito uda e ud

Ma non strappo griglie a te

Lui, con quella sua freddezza 

Senza il MIUR nei suoi pensieri 

Trova in sé la prepotenza 

di beffarsi di noi 

E tu gli hai già dato il ruolo
Entrerà senz'alcun vaglio
Tu l'ammetti illegalmente 
Non sai: la cattedra spetta anche a noi!

Dio, ma quanto è ingiusto il MIUR
Io nessuno e lui Signore 
Ti dà, senza che domandi 
L'universo della scuola

Dio, ma quanto è ingiusto il MIUR
Ama i tuoi pilotati media
Tu sei sordo come un'onda 
E io sponda di ricorsi

Con la mia sfortuna insulto 
L'incoerenza tua reale 
La natura sbagliò tutto 
Mi ha creato in un periodo errato

Dio, ma quanto è ingiusto il MIUR
Martirio a noi e ruolo a loro
Se l'abilitazione è immonda 
Di che razza è il loro ruolo? 

Sono nati in ere migliori
Per una cattedra senza stress 
Ma anche a noi, stracci della terra 
La scuola piacerebbe nostra 

Ma da quale parte è il MIUR 
Se ne sta coi commissari
O qui, dove li cerco invano 
Dal mattino fino a sera 

Questo MIUR che ingiuriamo 
Quali prof preferì? 
I prof di ruolo e il loro mazzo 
O noi, che strisciamo qui? 

Dio, com'è crudele un MIUR
Che non sa cos'è la scuola 
Sono fuori e lui dentro 
E mai mi immetterai mai

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