mercoledì 11 maggio 2016

Intervista a Jessica ScarlettRose, autrice di "Necrotica"

Salve!
Di seguito puoi trovare l'ultima intervista di un'autrice che si chiama Jessica ScarlettRose, con tanto di bio e sinossi della sua opera Necrotica.
Io e Jessica facciamo parte del gruppo FB USE - Unione Scrittori Emergenti, che ci mette in contatto non solo con autori e autrici più o meno esordienti dall'Italia, ma persino con l'Australia! 
Il caro Paolo Aurelio Monteleone ci concede settimanalmente uno spazio radiofonico per fare una chiacchiera amichevole e perché no? per pubblicizzare le nostre opere!
Prima di lasciarti all'intervista, ti segnalo i link principali del suddetto gruppo FB e della pagina FB Australia chiama Italia:


Jessica ScarlettRose

A Jessica ScarlettRose, classe 1995, appartiene da tempo la voglia di scrivere, ovvero da quando frequentava le elementari; poi, allesuperiori, divenne più consapevole. Ha pubblicato la sua prima opera (in formato cartaceo) nel 2014, un mese dopo il compimento dei diciannove anni, grazie alla casa editriceKimerik. Partecipa ai concorsi più disparati, sia di genere narrativo sia di poesia, per i quali ha già ricevuto alcuni riconoscimenti pubblici.Riguardo al suo percorso formativo, si è diplomata presso il Liceo Psico Pedagogico Sociale; prosegue in via privata gli studi a impronta socio-umanistica, in quanto ora si diletta nello studio del linguaggio non verbale, della psiche umana e della Criminologia.Collabora anche con riviste online a favore, per esempio, della tutela dell’ambiente e degli animali. Ama il genere gotico in tutte sue forme e declinazioni. Per un po’, infatti, ha posato come fotomodella alternativa, un modo attraverso cui ha potuto, a maggior ragione,esprimere se stessa.


 Sinossi Necrotica


"L’Immortalità ha da sempre affascinato l’uomo. Sacerdoti, alchimisti, ricercatori basano i loro studi per prolungare la vita umana quanto più possibile, per combattere la paura della morte. 

Poi ci sono i Vampiri.
Il lapislazzuli non protegge dalla luce del sole, che è rigorosamente vietata.
I sentimenti scemano pian piano, lasciando solamente una gran collera dentro di te, una furia incapace di essere colmata anche col sangue. Doversi attenere a Patti Antichi andando contro il tuo essere, dover rifuggire le persone che si amano, con cui si è stretto un profondo legame. Dover mentire sulla propria identità, sulla propria età, mostrarsi più stolti ed ignoranti di quanto non si è davvero. Dover custodire il segreto dei Secoli passati. Dover combattere contro superstizioni umane.
È la dannazione, non il raggiungimento della Perfezione. 
I Figli vanno scelti con cura. Coloro che hanno un animo predisposto all’adattamento e alla sapienza. Coloro che sono pronti a rinunciare a tutto, senza paura, seppur con riverenza.Coloro che non pongono mai interrogativi, ma sottomettono il loro volere ai più Anziani.Coloro che sono fedeli e che mai mostrano pentimento.
Quindi pensateci. Pensateci prima di compiere un passo su un terreno instabile e pregno di dolore, di rabbia, d’insoddisfazione, di vendetta. 
Questa è la Condanna più grande che Dio potesse dare."

Silloge poetica costituita da cinquantacinque componimenti, in ordine non cronologico, inerenti alla figura del Vampiro.
Essa è volutamente atipica, in quanto strutturata in maniera più simile a una raccolta di racconti o a un romanzo breve. (Prefazione, preambolo, prologo...).
Contiene, dopo le svariate poesie, alcune "chicche" e un racconto bonus a fine libro.

Intervista
Ciao Jessica, ecco l'intervista richiesta con così tanto garbo!
  1. Domanda di riscaldamento: se potessi usare 3 aggettivi per descrivere la tua opera, quali sceglieresti? Per descrivere la mia opera, sceglierei i seguenti aggettivi: macabra, surreale e introspettiva.
  2. Come mai hai scelto questo nome d'arte? Raccontacene un po' la storia! Il nome “ScarlettRose” risale al passato, per la precisione ad alcuni anni fa. Quella che allora credevo fosse una mia amica, con la quale i contatti sono pressoché nulli a oggi, me lo affibbiò. Sapeva che le rose rosse rientravano e rientrano tuttora tra i miei fiori preferiti. “Sei una rosa magnifica, una rosa scarlatta con le spine. Un rosso talmente intenso da sembrare sangue che sgorga dal cuore.” disse.
  3. Cosa consiglieresti a un(')esordiente, se venisse da te e ti dicesse: «Vorrei scrivere un romanzo gotico»?   A un(‘) esordiente, qualora venisse da me e mi dicesse di voler scrivere un romanzo gotico, consiglierei di tentare. Non capisco né capirò mai quelle persone che, al contrario, non fanno una cosa a prescindere, perché temono di non esserne all’altezza, arrendendosi subito. Se si ha passione e si porta avanti una certa dedizione, tutto può essere possibile. Ricorderei, però, che il gotico è un genere letterario, sì, ed esiste. (Sottolineo quanto detto poiché ho incrociato – purtroppo - diverse persone davanti a me totalmente ignoranti a riguardo, neppure sospinte dalla curiosità di informarsi meglio.)
  4. Perché hai scelto come genere letterario la poesia? Cos'ha secondo te in più rispetto alla prosa? Ho scelto come genere letterario la poesia perché è sbocciata da dentro di me prima della prosa. In quinta elementare avevo già stretto il mio primo libricino rudimentale tra le braccia. Non penso esista una così radicale differenza tra prosa e poesia. Solo, li considero due generi distinti ma, se fatti collimare con coscienziosa intenzione, possono dar luogo a creazioni letterarie spettacolari e mai viste. Un esempio? Il primo romanzo gotico della collega Penelope delle Colonne (“Vodka&Inferno”, edito da Milena Edizioni). L’ho adorato e mi ha incentivata ulteriormente ha serbare il mio stile e a continuare a scrivere.
  5. Che valore ha la poesia secondo te oggigiorno? È ancora vivo come genere letterario o è sempre di nicchia?  Probabilmente la mia risposta lascerà una traccia di stupore. Secondo me la poesia non è mai stata di nicchia, men che meno oggigiorno. Mi spiego meglio. Anni fa, quando iniziai a concorrere e a vincere diversi concorsi letterari, in generale la gente ti fissava come per dire: “Alla tua età scrivi poesie? Cosa vuoi che sia? Resti comunque sia ben lontana dai romanzi e dalle raccolte di racconti.” Scrivo poesie, ma anche racconti brevi. Sono impegnata nel proseguimento di un piccolo romanzo di narrativa contemporanea. Mettendomi dall’altra parte, dal punto di vista delle persone precedentemente descritte, ho compreso che la poesia è la sorella minore e bruttina della prosa. Per loro.
  6. Per quanto riguarda la poesia, può capitare molto spesso di scontrarsi con persone che frequentano i "salotti perbene", pertanto a queste persone "non piacciono" poesie più concrete, più "basse" a livello di parole. Cosa pensi di questi atteggiamenti? E qual è il tuo stile usato in Necrotica? Ognuno al suo stile, così nella poesia come nella prosa. Un conto è esprimere un parere prettamente personale, che potrà ricevere assensi o no, un altro è ergersi a giudice, risultando abbastanza spocchioso e saccente. Questo è uno di quegli atteggiamenti che, ahimè, non digerisco e che mi fanno allontanare a gambe levate!
    Usando le parole dei lettori, invece, lo stile usato in “Necrotica” è seduttivo, sconcertante, foriero di rimandi in cui perdersi, talvolta forse fin troppo articolato.
  7. Infine, che tipi di copertine preferisci e perché? Prediligo e amo le copertine… gotiche (ride). Aspettatemi, consentitemi di riformulare la risposta: mi lasciano senza fiato le copertine fantasy, decadenti, metaforiche. Quelle con tanti colori, non per forza accesi e, giustapponendosi, le altrettante con pochi colori, perlopiù sullo stesso tono e abbastanza scuri. Sì, lo so, non avete capito niente e sentite spaesati! Portandovi un esempio concreto, mi piacciono molto i lavori grafici di Consuelo Parra, Victoria Francés, Paolo Barbieri e Nan Fe.
Ringraziamo i lettori e le lettrici per l'attenzione e salutiamo la nostra autrice Jessica!

Sono io che ringrazio pubblicamente la gentile e disponibilissima Roberta Visone per avermi ospitata e intervistata!



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