venerdì 8 luglio 2016

A 9 anni dal diploma di maturità: quello che resta

Sono passati appena 9 anni dal mio esame di maturità, eppure ricordo il 99% di quelle prove come se le avessi affrontate solo ieri.

Nitida è la scena in cui mi ritrovo davanti al testo di Dante, l'XI Canto del Paradiso, in cui Bonaventura da Bagnoregio presentava la vita di San Francesco D'Assisi (uno dei miei Santi preferiti). Dopo aver fatto la scelta "azzardata", la penna affondò stürmeriana fra le righe, con tanto di riferimenti alla religione egizia, ad Apollo e anche a Luigi XIV se non erro. Due spillette piene delle tante cose che sapevo sia didatticamente sia per cultura personale extra-scolastica. Dopo quasi due anni interi a tornare a casa piangente e furente perché non capivo mai il motivo dei miei voti bassi ai compiti di italiano, il 15/15 penetra incontrastato e buca lo spesso velo nero.
Altrettanto nitidamente ricordo di aver scelto francese come lingua della II prova. Il testo da argomentare riguardava i robot, ma ora non mi sovviene cosa abbia scritto. Risultato: 13/15
III prova: inglese e altre materie. 13/15
Rivedo come attraverso un cristallo me, una mia ex migliore amica e mia cugina intente a chiacchierare nella stanzetta la sera fra il 6 e il 7 luglio. Le avevo invitate a dormire a casa mia per supportarmi alla prova orale.
Il 07/07/2007 c'era un mondo di gente ad assistere alla mia prova orale. Tutte persone che fortunatamente nel mio presente non ci sono più: la suddetta ex migliore amica, la suddetta cugina assente da quando ha compiuto 18 anni e chi, la notte fra il 7 e l'8 luglio, divenne il mio ragazzo (per poi lasciarci dopo il mio sbarco dalla Costa nel 2009).
E che orali: come materie interne avevo:
  • tedesco (non la mia cara prof Giovanna Quattrin, sebbene fosse assente solo fisicamente);
  • filosofia (una prof che la filosofia la spiegava molto bene e maccheronicamente, ma che pure agli orali con me si comportò una schifezza, credendo di mandarmi fuori pista chiedendomi di Marcuse - ultimissimo filosofo affrontato, appena accennato per giunta - e alla sua domanda la mia testa formulò un fumetto in cui la prendevo a schiaffi, mentre verbalmente risposi correttamente);
  • matematica/fisica (lo stesso prof che mi "accusò" di essermi inventata la matematica al IV anno, in seguito a un compito di trigonometria in cui presi il voto più alto, 4 1/2, mentre il resto che aveva copiato da me fra 3 e 4; lo stesso prof che nessun* riusciva a capire, ma che io mi sforzavo di comprendere; lo stesso prof che una volta mi disse "Signorina Visone, Lei sa fare cose difficili - tranne la trigonometria! - ma si perde in bicchieri d'acqua!").
Come materie esterne c'erano arte, biologia e italiano e storia. La prof d'arte mi chiese molte cose su Van Gogh e Munch, la prof di biologia ora non ricordo che mi chiese; la prof di italiano e storia doveva aver apprezzato molto la mia scelta azzardata alla prima prova (mi dissero che fui l'unica in tutta la scuola!). Solo che, alla domanda "Cosa successe nel 1929?", io risposi: "Cadde la borsa di DOW JONES!". Il delirio assoluto! La commissione e il "pubblico" si misero a ridere insieme a me!

Totale: 100 (avevo tanti punti di credito acquisiti a suon di corsi extrascolastici, 43 agli scritti e il resto agli orali).

Chi immaginava che, a distanza di "soli" 9 anni, mi sarei ritrovata qui, da docente alle sue prime esperienze, a farsi la domanda e a darsi la risposta di ciò che resta di quei tempi?
Ebbene, eccomi qui. Vediamo cosa resta.
  • il mio essere andata controcorrente in generale quanto nel fatto di aver scelto tedesco per la prova orale;
  • l'esigenza di confidarmi con qualcun* sui miei turbamenti e sulle mie gioie; 
  • il mio aver scelto l'Orientale al di là di chi della mia ex classe avrebbe fatto la mia stessa scelta;
  • la mia solitudine, poiché sono sola a ricordare gli esami di maturità e a sorriderne;
  • Michele. Sì, proprio lui che a gennaio 2007 mi aveva lasciata, di cui speravo di conoscere i commissari esterni per cercare di corromperli affinché lo mettessero in difficoltà. Proprio lui che, al mio primissimo giorno di università (15/10/2007), quando chiesi alle due nuove conoscenze, Paolo e Valeria (che sarebbe poi diventata la mia madrina di cresima), che squadre tifassero, la loro risposta "Milan" mi fece salire il Ramsay Snow perché, nonostante fossi fidanzata e provassi qualcosa di sincero per il mio ex ragazzo, qualsiasi cosa potesse ricondurmi a Michele mi faceva arrabbiare. Proprio lui che, quando avevo deciso per il "da sola o con la persona giusta", ritornò nella mia vita e in questi ultimi tempi stiamo pensando di sposarci, perché no? proprio di 7 luglio, quando entrambi ci siamo diplomati.
Resta, infine, la certezza che la vita prende pieghe imprevedibili e talvolta incomprensibili a primo acchito, ma che poi possono tanto costituire delle piaghe nel cuore, quanto dei trampolini di lancio verso una vita migliore. 
Resta la certezza che possiamo scegliere cosa fare della nostra vita: Dio ci ha concesso il dono del libero arbitrio e bisogna saperlo usare nel migliore dei modi.

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