domenica 31 dicembre 2017

2017: un anno pieno di novità!



In un'uggiosa giornata di pigiamenica sono qui a raccogliere tutte le esperienze positive che hanno caratterizzato l'anno che sta per finire.
Inizio dalla parola del titolo, "novità".
Per puro caso a febbraio mi sono imbattuta in un invito "Telefilm Addicted" da una certa Laura Caccavale. Non nascondo che all'inizio ero scettica, date le esperienze pregresse con gruppi che in realtà erano covi. Tuttavia mi son detta Ma sì, che ho da perdere?! e per fortuna ho avuto la possibilità di conoscere delle persone veramente speciali, soprattutto Laura, Gio, Mary, Raffaella, Rosy e Laura Cascio. Speciali per le nostre somiglianze e alterità, per l'amicizia disinteressata, perché sono venuti incontro a me e Mike, perché ci ritagliamo del tempo per stare insieme nonostante gli impegni di ognuno di noi, perché sembra che ci conosciamo da una vita, perché facciamo parte di una generazione che ancora ci tiene a stare insieme dal vivo, perché Laura mi ha affidato la sua auto affinché io impari a guidare, e per altri motivi.
La guida: un pensiero che ho rimandato a lungo, ma ho bisogno di molto tempo per prendere le decisioni importanti e per focalizzare sull'obiettivo, altrimenti non riesco a concentrarmi e a fare del mio meglio. Fortuna ha voluto che trovassi in meno di un mese la macchina per fare pratica. L'ho chiamata Hartwill per due motivi: in primis perché è un mix del cognome e del nome del mio Dottore preferito, il "legnoso" William Hartnell, in secondo luogo perché questa parola composta racchiude la duplicità tedesco-inglese hart (ted.: "forte", "dura") e will (ingl.: "forza di volontà", "determinazione"). Finora ho fatto due guide con l'istruttore: lui è bravo e contento e io sono veramente entusiasta, solo che la Twingo della scuola guida è più moderna della mia Peugeot 106 classe 1992, quindi devo prendere confidenza con la mia legnosa Hartwill prima di poterla guidare da sola. Spero di entrare in simbiosi quanto prima con la macchina, anche perché fra 6 mesi coronerò un grande sogno col mio primo amore e andremo a vivere nella nostra casa che stiamo costruendo con tanto amore e sacrificio, e lì avrò bisogno per forza di guidare.
A proposito della casa, quest'anno io e Mike abbiamo "giocato realmente a the Sims" fra mattonelle, mobili e altro. Poi abbiamo bloccato il viaggio di nozze e io ho provato 6 vestiti da sposa nel primo e unico atelier, per poi trovare quello perfetto. L'importante è riuscire a mantenermi col peso, che questi mesi passino in fretta, riuscendo a completare tutti i preparativi in tempo, e che possiamo trarre altri benefici dal corso prematrimoniale. Altri perché io e Mike abbiamo stretto quasi subito amicizia con una coppia veramente deliziosa e il parroco piace a entrambi.
Altre novità di quest'anno sono state la vacanza con la mia famiglia dopo anni, come già scritto nel penultimo post, il mio terzo viaggio all'estero da sola dopo 4 anni, per presentare il mio primo articolo accademico a Aix-en-Provence; la pubblicazione del romanzo poliziesco tradotto per la Bottega dei Traduttori, Gli opali indiani; l'iscrizione al corso Cambridge livello C 1.2 dopo un test scritto e orale di livellamento.
Last but not least, proprio quando volevo finalmente prendermi l'anno sabbatico, dopo un anno scolastico tremendo sotto diversi aspetti (malelingue incluse), ho ricevuto una convocazione che mi sarei davvero pentita di rifiutare. Dal 16 ottobre lavoro al Carcere di Secondigliano e sto ricevendo tutte le gratificazioni che raramente ho ricevuto nell'a.s. 2016/2017, dai colleghi e colleghe quanto dai ragazzi, ops, adulti. Che bello riprendere a suonare, poter parlare di gruppi e cantanti sempreverdi ed essere guardata con ammirazione per gli stessi gusti musicali e non solo; che bello scoprire delle opere napoletane di cui non ero a conoscenza e vedere i vecchiarelli vicino alla lavagna per prendere appunti, che mi anticipano degli argomenti o che mi pongono domande cui sono lieta di rispondere. Certo, l'insegna-apprendimento agli adulti è molto diverso da quello destinato ai pischelli, ma se buttassero le chiavi e se mi facessero insegnare al carcere anche oltre quest'anno scolastico, ne sarei davvero felice, a meno che non mi arrivi la chiamata per l'immissione in ruolo o una proposta di supplenza in una scuola di periferia, che per me costituiscono le uniche buone alternative al contesto attuale in cui mi trovo non bene, benissimo.
Insomma, è stato veramente un anno ricco e lo devo anche a chi, nonostante gli impegni, si è ritagliato del tempo per essere mia degna compagnia, quest'anno come in passato. Non posso che ringraziarvi e sperare che siamo sempre uniti. Sono felice di dedicare il mio tempo a chi merita, che siano amicizie di lunga durata o appena nate, e su questa strada voglio continuare. Merito le amicizie che ho acquisito con gli anni con non poca fatica così come loro meritano il mio tempo, diventato troppo prezioso per trascorrerlo a pensare a chi non vuole esserci, a chi si inventa le scuse, a chi manipola, ecc..
Le foto sottostanti sono il sunto del sunto di quest'anno. Nella seconda sono racchiuse quasi tutte le amicizie mie e di Mike, ne mancano poche solo per una questione geografica e di reale impossibilità a venire, ma col cuore sono sempre con me e Mike, soprattutto la mia migliore amica, il mio faro nella notte, la mia spalla su cui piangere, la mia confidente perfetta, la sorella e cugina non di sangue ma di cuore, la mia pazzarella e "gattosa" Barbara:
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giovedì 7 settembre 2017

Estate 2017 - Una meravigliosa e agrodolce vacanza in Calabria

Escludendo la toccata e fuga del 30/4 per motivi non piacevoli, tornare in Calabria dopo 10 anni ha significato tanto per me.
Innanzitutto io, Mike e la mia famiglia avevamo un estremo bisogno di staccare la spina dal tran tran e (quasi) tutto ha giocato a nostro favore:
  • il mare (SEMPRE pulito);
  • l'aria fresca;
  • il buon cibo;
  • la buona compagnia;
  • i Sudoku;
  • i cruciverba;
  • il residence;
  • persino i MB rimanenti dopo aver visto dal cellulare l'ultima puntata di stagione di GoT (non c'erano linee wireless aperte, ma anche da un piccolo schermo la goduria è stata tanta, tantissima!) 
Secondo, è sempre bello conoscere nuovi parenti e riscoprirne di antichi, ma ancora più bello è percepire un affetto che il tempo, gli impegni e la distanza non hanno scalfito, casomai il contrario.
Terzo, dopo la vacanza dell'anno scorso con la famiglia di Mike, vissuta malissimo per problemi fisici, per l'ansia da concorso e con costumi a un pezzo per la vergogna, non solo il mio lato stacanovista si è riposato per bene dopo un anno ricco di lavoro, imprecazioni e scrittura fino al 24/8, ma ho anche potuto sfoggiare il mio bel fisico indossando dei bei costumi a due pezzi, fra cui quello di taglia 44 che non ho indossato per anni. Non c'è niente di meglio per me che vedere i risultati dei miei sacrifici e godermeli! Inoltre che bello riuscire a svegliarsi senza sveglia, non dover riempire calendari e agende di attività, poter respirare l'aria marina a pieni polmoni, guardare il tramonto con la mia dolce metà, provare a pescare (rimbrotti inclusi!)
Quarto: che nostalgia vedere certi luoghi immutati mentre la mia vita è stata stravolta in bene e in male. A S. Maria di Ricadi, dove 19 anni fa io e la mia famiglia andammo in vacanza per circa 2 settimane, è rimasto tutto come ricordavo, compreso l'esterno della casetta fittata quando avevo 10 anni.

Certo, avrei tanto voluto vivere questa vacanza con mio padre e col mio cugino (in realtà nipote) Giuseppe, ma per loro fortuna loro stanno bene in Paradiso, mentre noi siamo rimasti a combattere su questa terra anche per portare avanti i loro ideali.
Certo, mio fratello insisteva ogni giorno affinché ce ne andassimo subito dalla spiaggia perché è "allergico" al sole e all'aria aperta, ma essere me, indossare le mie scarpe, mettersi nei miei panni significa pure vivere con la disabilità. Alcune volte è dura, si "intosta 'a nervatur" e vorrei non solo "mettere tutti in faccia al muro", bensì stare anche completamente sola per svincolarmi da ogni responsabilità e per poter considerare e valutare la mia essenza ed esistenza al di là di una delle "parentesi" della mia vita (Husserl et Pirandello docent). Altre volte io e Mike riusciamo a godere i lati buoni dell'autismo e le persone estranee sono solidali.
Ebbene, non voglio che questo post diventi uno gnegne infinito, quindi torno su degli articoli tradotti dal tedesco (no, non potrò mai fare a meno di questa lingua: è più di una droga!)

E voi? Come e dove avete trascorso la vacanza?
Vi lascio con uno dei tramonti più belli di questa villeggiatura a Capo Vaticano, anzi no, vi lascio due foto.

Ecco il famoso costume taglia 44 :D

martedì 22 agosto 2017

Rivisitazione GoT: "L'Hodor del Cersei"

Salve!
Interrompo le ferie da blogger per riportare un'altra canzone del buon vecchio Ligabue.
Stavolta ho usato le parole di Case, personaggi e luoghi della sua celeberrima saga di G.R.R. Martin conosciuta come Game of Thrones.

Have a nice reading <3


L'Hodor del Cersei


Si fa presto a cantare che Tormund sistema le Rose

si fa un po' Mance presto a convincersi che Shae così
io non Snow se è Drogo Jorah:
faccio Loras confusione
Sam che sei la più Bran a non andarsene Myr


forse ti Rickon

ero Robb tua


non va più via l'Hodor del Cersei che hai Davos
si Stark qui al Jorah che io Petyr che io Pod

e ci siamo Missandei la pelle, le Joffrey, le ossa (by Ramsay... o Verme Grigio?)

ed appena Greyjoy ognuno ha ripreso le sue
tu che dentro sei Lyanna (Mormont ovviamente ù.ù)
mentre io vado al Mare Stretto
tu che sei così Brienne a rimanere Arya
forse Tyrion
sono Robin tua


non va più via l'Hodor del Cersei che hai Davos
si Stark qui al Jorah che io Petyr che io Pod

non va più via l'Hodor del Cersei che hai Davos

si Stark qui al Jorah che io Petyr che io Pod
ti Dickon solo non va più via Daenerys
non va più via Melisandre se
non va più via...

mercoledì 26 luglio 2017

Manifestazione vincitori di concorso + CNT al MIUR 25/07/2017: le mie emozioni

Prendere un treno, un bus, un'auto per raggiungere la sede del Ministero dell'Istruzionedell'Università e della Ricerca e non una località balneare/montuosa/altro.
Prendere il sole sotto un palazzo istituzionale anziché al mare/montagna/altro.
Voci all'unisono a urlare per un diritto ancora non concesso.
La mia voce volenterosa di contribuire alla manifestazione, ma interrotta dalle emozioni di questi ultimi 3 anni: come potevo raccogliere i pensieri senza un discorso preparato su carta, ma ben inciso nel mio cuore e nella mia mente?
Come potevo urlare che, pur di realizzare il mio più grande sogno, ho rinunciato agli ultimi istanti di vita di mio padre, per riporre speranza e fiducia innanzitutto nella persona che è stata bullizzata ed esclusa col marchio "secchiona" per le proprie passioni, che è stata schernita per infami giochi di specchi da persone di diverse età, e che mi accompagna da quando ho emesso il primo saluto al mondo?
Come potevo urlare di aver riposto speranza e fiducia nel corso TFA, sacrificando il mio tempo e mettendo da parte il mio lutto, per mettermi a studiare tuttologia?
Come potevo urlare della perdita dei capelli e delle mie sempre più numerose cellule adipose, mentre frequentavo corsi teorici basati su utopie del tipo "Create un'unità didattica da destinare a una classe formata da circa 15 studenti e con un solo dislessico"?
Come potevo urlare di essere stata illusa e delusa da questo corso, perché tutto mi ha insegnato fuorché ciò che davvero conta nella realtà scolastica (purtroppo le ore di tirocinio diretto sono state troppo poche)?
Come potevo urlare la rabbia di aver dovuto sostenere un nuovo concorso fatto di scritto e orale, dopo le sei prove preselettive, i corsi, gli esami e la tesina di abilitazione?
Come potevo urlare per ottenere ciò che spetta di diritto a una giovane insegnante che ha avuto la fortuna di avere TFA e concorso sequenziali, quanto ad altre persone che hanno investito tempo, soldi, speranze nella legalità, con l'auspicio di venire giustamente ripagate per questo atteggiamento in qualità di cittadini seri e rispettosi della legge?
Semplice: urlando fuori al MIUR in coro (e in pochi istanti da sola: mi mette in soggezione parlare in pubblico).

Di seguito la foto collettiva e sotto di essa il link per accedere ad altre foto e a uno dei video simbolo della bella giornata di ieri, in cui ho conosciuto per pochi istanti persone con cui mi sentivo su FB e rincontrato altre che hanno condiviso parte del proprio tempo durante il corso TFA.
Grazie a chi ha presenziato e a chi ha contribuito da casa con tweet, ritweet e condivisioni su altri social.

Foto e video manifestazione vincitori di concorso + CNT al MIUR 25/07/2017

martedì 4 luglio 2017

Intervista ad Arteiu Azizian

Arteiu Azizian:
Arteiu ha ideato e creato lo stile musicale R-Gaeton nel 2016 e la sua prima canzone è "La Danza Positiva".
Il suo stile diffonde positività, amore e parole divertenti in diverse lingue (soprattutto in inglese e in italiano).

Strumenti, percussioni e il mix hype di Reggaeton, Rnb, Afrobeat, Oriental e Musica Elettronica.

Sinossi Luce Sensibile:

"Luce Sensibile" raccoglie riflessioni concepite in età giovanile, oggi dove i ventenni ancora influenzati dall'adolescenza si confrontano con il mondo adulto. Le chiavi di interpretazioni dei testi riguardano tutte le stagioni della vita, presentate con linguaggi diversi ma allo stesso tempo complementari. Il libero componimento del comunicatore Arteiu manifesta il bisogno di scrittura come condivisione di emozioni verso se stesso e con il prossimo, definendo su carta ciò che si nasconde nella vita frenetica.

Disponibile dal 17 maggio in due versioni:

giovedì 29 giugno 2017

Recensione "Luce Sensibile" di Arteiu Azizian

Premetto che avrei voluto dedicarmi alla lettura del libro ad agosto, ma non ho resistito al richiamo della Luce Sensibile del giovane cantante e scrittore Arteiu Azizian, auto pubblicato con Youcanprint. Prima di rispondere alla chiamata alla lettura, ho sbirciato la sua pagina FB: l’espressività dei suoi occhi mi ha fatto intuire che, dietro la sfilza di mail “editoriali” che ci siamo scambiati nell’arco di questo mezzo anno, si celava un ragazzo pieno di energia, di positività e di vitalità.
Ho avuto conferma di ciò già dalle prime pagine del suo libro di poesie Luce Sensibile: il codice verbale si alterna simpaticamente con quello iconico, talvolta incontrandosi grazie al disegno di una penna con orario e data scritti all’interno (una trovata geniale!); altrettanto sorprendente è l’uso dell’elencazione all’interno di una poesia, ma fossi stata nell’autore, avrei chiuso ogni parte di elenco col punto e virgola (considerazione questa che rispecchia solo un’espressione a livello di scrittura dei miei DOC – disturbi ossessivi compulsivi!)
Le pagine che mi hanno più colpita sono la 17 e la 22: nel primo caso ho apprezzato molto la poesia sulla famiglia, che, appunto, “DOVREBBE essere ascolto, potenziamento delle abilità intime in ogni membro; mai pressione ansiosa con imposizioni di vissuti passati”; la seconda pagina per me è una riflessione originale e metalinguistica su ciò che uno scrittore ha a disposizione per illustrare il mondo dentro e fuori di sé.
Ottima la poesia U (T) IL (E) a pagina 29, ma attenti a non confondere l’utilità con l’utilitarismo: un conto è fare ciò che è utile per sé, senza danneggiare gli altri, tutt’altro è ottenere un vantaggio per sé a discapito altrui.
Non concordo del tutto con la prima poesia a pagina 31: non tutti gli esseri umani sono schizzinosi o choosy. Per me è il governo italiano a non permettere a tutti i giovani di crearsi un futuro qui, che sia nella propria città o in un’altra regione. Si veda solo il caso dei docenti abilitati TFA: sottoposti a un duplice concorso (prove d’accesso al TFA + concorso), tuttora sono in attesa di un ruolo che spetta loro di DOPPIO diritto. Eppure nel frattempo si dà il ruolo ai docenti “sotto minaccia” (cfr. fase 0, fase A-B-C), si concede ai non abilitati di fare il concorso un anno dopo rispetto a quando l’abbiamo svolto noi a scatola chiusa (dalla serie Ti piace vincere facile?) e potrei continuare all’infinito, ma non è questo il luogo adatto.
Al contrario, concordo a pieno con la prima poesia a pagina 35: basta manipolazioni e disparità di trattamento, altrimenti ci si tenga pronti a ricevere la rabbia dell’avere “l’orchestra in testa” (cit. Troisi)
E della poesia a pagina 58, che dire, secondo me l’autore ama “V per Vendetta”!

Insomma, trovo questo libro frizzante ed energetico. 
Se Marinetti fosse ancora vivo, credo applaudirebbe ad Arteiu. Intanto mi complimento io: bravo!

lunedì 19 giugno 2017

Alcune considerazioni sul mondo dell'insegnamento oggi

Stavolta parto da un video di Youtube visto in occasione di un corso gratuito sui DSA e BES tenutosi alla Scuola Media F. Solimena a Barra.
Poiché, come sapete, la tematica mi riguarda molto di persona, farò un commento punto per punto sul contenuto del video.
Sarà un post molto lungo e a tratti irriverente e "poco professionale" per le persone bigotte che si appellano alla minima parolina per giudicare il mio piano di professionalità (manco lavorassero in classe dal vivo con me!). Siete pront*?
  1. "Un sistema scolastico che cerca di far arrampicare i pesci sugli alberi". Non sono del tutto d'accordo. Nonostante a scuola si assista ormai a una vera "corsa ai progetti" (roba che "Bismarck, scànsati tu e la tua corsa agli armamenti!"), credo sia proprio la quantità di questi progetti a permettere agli alunni di scegliere fra sport come il canottaggio, le arti marziali, il tango e altro. Nonostante sia fondamentalmente contraria a tutte queste iniziative - perché penso che le scuole si stiano orientando più verso le "sovrastrutture", per poi perdere di vista la "materia prima" - credo che proprio ultimamente le scuole stiano cercando di diversificare le metodologie, rendendole disponibili a un'utenza più ampia (e personalmente uso quasi sempre quelle innovative, così da cercare di coinvolgere TUTT*!);
  2. "Ti sembra divertente trasformare milioni di persone in robot?". Per me è meno divertente dover per forza promuovere un numero maggiore di alunn* di quell* che si vuol promuovere, pur di non perdere iscritti e nonostante il comportamento non del tutto "scolarizzato";
  3. "Mai scoprendo le proprie capacità, pensando di essere stupidi, credendo di essere inutili?". Personalmente ci provo e ottengo pure dei bei risultati, dei lavori di gruppo bellissimi, ma il mio essere giovane e non del tutto assertiva (cosa su cui sto lavorando e voglio continuare a lavorare), nonché soprattutto il mancato riconoscimento da parte del MIUR del duplice percorso mortificante (leggasi TFA e concorso 2016), mi impediscono di essere riconosciuta come insegnante a pieno diritto: dopotutto, il/la supplente è vist@ come insegnante di serie B, non giriamoci attorno! Prima gli/le alunn* vogliono prof più giovani, meno sever* e alla portata dei loro linguaggi e stili cognitivi, eppure quando si ritrovano un@ prof giovane, entusiasta, che sa mettersi in discussione e le prova tutte pur di coinvolgerl* (complimenti, incoraggiamenti, patti, critiche quanto più costruttive possibile, fino a dover ricorrere alle armi quali il voto e le note disciplinari), l@ prendono sottogamba e se ne approfittano (sfidatemi a dimostrarmi il contrario!). Inoltre credo che sia proprio questa corsa al voto migliore, lo studio in virtù e in funzione dei meri voti, a scatenare delle frustrazioni nei ragazzi e a farl* sentire inutili e stupidi perché TUTTI I GENITORI pensano di avere la prole DEL TUTTO GENIALE (e anche su questo aspetto le invento di tutti i colori a livello di prove orali, mescolando il Grammar-Translation Method a ben altri metodi più moderni);
  4. "L'accuso di uccidere la creatività, l'individualità e di abusare dell'intelligenza". Un ragazzo giovane e che vuole un cambiamento dalla scuola non dovrebbe cadere nella banalità della generalizzazione: fortunatamente non tutto il corpo docenti vuole uccidere la creatività, anzi! Inoltre, come chiesto oggi pomeriggio, come si può operare una didattica inclusiva se si hanno 3 ore a settimana (docenti di lingua straniera), frequente mancanza di TIC, classi-pollaio spesso piccole con almeno 2-3 BES e quasi sempre senza il/la docente di sostegno? Infine, "abusare dell'intelligenza": sono d'accordo se si parla di test standardizzati (leggasi prove INVALSI e prove parallele/RAV), di meno se i ragazzi usassero le tecnologie in modo intelligente e a fini didattici e se non perdessero tempo a farsi i video su Instagram e/o a usare altri social network non a fini didattici durante le ore di lezione. Verrebbe fuori la loro intelligenza "altra" se limitassero la loro nano-dipendenza, come fortunatamente mi è successo di constatare in qualche caso. Capisco e accetto che qualcun@ mi possa tacciare di non seguire la regola di far tenere i cellulari nella borsa. Ebbene, io se lo uso in classe è per accedere ad Argo e in rari casi l'ho usato per cercare la V, classe nomade dall'inizio dell'anno. Per il resto lo tengo in borsa, sperando che anche gli altri seguano il mio esempio, anche perché mi secca di dover lottare ogni santo giorno. A eccezione di qualcun@ e a eccezione delle verifiche scritte (e a volte neanche, avendo talun* alunn* più di un cellulare), l'esempio mio non viene seguito, quindi sarà mia premura cambiare del tutto registro dal prossimo anno scolastico: sbagliando si impara;
  5. Quando il ragazzo mostra le differenti immagini (cellulare, auto, classe), al momento di quest'ultima magari i ragazzi alzassero sempre la mano e rispettassero i turn taking (turno di parola)! Io ci ho provato in diverse salse a far capire loro che bisogna sapersi mettere in posizione di ascolto e faccio il possibile per dare l'esempio in tal senso (spesso ascolto i ragazzi ben al di fuori dell'"orario d'ufficio"), eppure...;
  6. "Voi pretendete di preparare gli studenti al futuro?". CERTAMENTE, viste le mie esperienze pregresse in ambito lavorativo. Se c'è una cosa cui tengo è proprio questa: cercare di far arrivare loro quanto più preparat* possibile alla vera giungla qual è la vita al di fuori della scuola (non che quest'ultima sia un paradiso, eh). Leadership, time management, problem solving, stress management, task accomplishment: per me non sono solo meri termini inglesi, bensì sono tutto ciò che applico e valuto nei lavori di gruppo;
  7. Sulla faccenda dei voti, sono la prima a pensare che essi siano limitativi, tant'è vero che spesso vado umanamente d'accordo con persone dal voto non alto e non faccio distinzione fra ripetenti e non;
  8. "Persone che pensino in modo creativo, innovativo, critico e autonomo con la capacità di connettersi". Mi rifaccio ai punti 4 e 6 in particolar modo; 
  9. "Quando un insegnante si ritrova di fronte a 20 studenti, ognuno di loro con diverse forze, diversi bisogni, diverse capacità, diversi sogni". A parte che si dovrebbe parlare di "alterità",  poiché già parlando di "diversità" si vuole intendere, in modo più o meno conscio, che sia l'altra persona a essere manchevole di determinate qualità. Oltre a ciò, anche in questo caso mi rifaccio al punto 4;
  10. "Gli insegnanti hanno il lavoro più importante al mondo. Tuttavia sono sottopagati. Non c'è da stupirsi che molti studenti diano il minimo. In tutta onestà gli insegnanti dovrebbero guadagnare tanto quanto i medici, perché un medico può operare il cuore e salvare la vita di un ragazzo, ma un bravo insegnante può raggiungere il cuore di quel ragazzo e consentirgli di vivere in modo autentico. Vedete, gli insegnanti sono eroi che spesso vengono accusati, ma non sono loro il problema. Lavorano in un sistema dove non ci sono scelte e diritti. I curriculum sono fatti dai politici che non hanno mai insegnato nella loro vita. Sono solo ossessionati da test standardizzati, pensano che il successo sia determinato da risposte seriali, questi test sono troppo primitivi per essere utilizzati e dovrebbero essere abbandonati.". Condivido ogni singola parola: in Canada, per esempio, gli insegnanti rientrano in una classe sociale di prestigio e hanno un salario decente, mentre in Italia si parla ancora di "lavoro sommerso" in ambito scolastico e non. Non che mi lamenti del mio stipendio, anzi, sono fortunata a lavorare da già due anni a Napoli e, proprio perché ho svolto altri lavori prima di quello che ho sempre sognato di fare (leggasi "mia scelta di vita"), ho ricevuto pure salari bassi e infimi, come nel caso di Garanzia Giovani, a LAVORARE (e non a fare il tirocinio) per 40h/settimana in un'agenzia di tour operator, per ricevere dopo un anno e 4 mesi un salario di 500€/mese lordi. A proposito dei test standardizzati, quando si deciderà di togliere le prove INVALSI da mezzo? Infine, si pretende dai docenti la MASSIMA professionalità, che superino ottordicimila concorsi e che parlino/scrivano in perfetto didattichese, per poi far passare avanti chi è più furb@ e costringere i docenti a sopravvivere in classi-pollaio anche al di fuori dell'orario d'ufficio (anche in questo caso, per quanto mi riguarda ci sarà un cambio radicale dal prossimo anno scolastico);
  11. Di nuovo la personalizzazione dell'istruzione! Mi rifaccio sempre al punto 4;
  12. "A meno che non lavoriamo per tirar fuori l'impegno da ogni studente". Dall'anno scorso a questo qui già sono stata più tirata di voti e grazie anche alla disponibilità di LIM, PC e laboratori ho potuto tenere impegnate le classi, proprio perché, così come io mi sono adoperata tantissimo per arrivare a dove sono ora (nonostante i lutti e i problemi vari), così voglio dai miei studenti. Easy come, easy go dopotutto, no?;
  13. "Dovremmo raggiungere il centro di ogni cuore in ogni classe". Penso che, a furia di pensare che una parola X possa traumatizzare a vita un@ ragazz@ e che dobbiamo esprimerci in didattichese anche per dire cose come "svogliat@", si stia perdendo sempre più di vista la dignità della professione docente, impegnata per l'appunto a svolgere quasi esclusivamente funzioni che esulano dal mero educare e insegnare (leggasi vigili, domatori di circo, psicolog**, progettatori, tuttolog**, baby-sitter, ingegneri informatici e qualche altro mestiere che mi sfugge in questo momento);
  14. "Certo, matematica è importante, ma non più di materie come arte o danza". Inutile prendersi in giro: i ragazzi fanno la distinzione fra materie di serie A e quelle di serie B e, a seconda della materia insegnata e di chi sia il/la coordinatore/-trice, tendono a dare più o meno rispetto al(la) prof;
  15. "Diamo a ogni talento la medesima possibilità". Mi sembra una frase contraddittoria: prima si pretende una didattica personalizzata che includa tutt*, per poi non ammettere l'idea che ci possa essere qualcun@ che vale di più di un* altr@ in quella determinata materia?;
  16. "Finlandia". Non conosco come tutto funzioni lì di preciso, però credo che a livello di strutture scolastiche, di rispetto verso i docenti, etc. stiano più avanti di noi;
  17. "Si dà importanza alle collaborazioni anziché alle competizioni". Peccato che ci sia una giungla extra-scolastica che proprio questo vuole, se no che senso avrebbe avere così tanti competitor per ogni singolo prodotto?;
  18. "Rappresentano anche il 100% del nostro futuro". Se questo deve includere una completa ignoranza di correnti artistico-musicali del passato (perché Despacito "fa sangue"), mah, dubito che ci sarà un futuro roseo. Personalmente credo molto in certi valori del passato, nel conoscerlo per poter commettere meno errori. Dopotutto, perché pretendere dai docenti l'aggiornamento completo (mode, rumori spacciati per musica, etc.), per poi avere alunn* che difficilmente si aprono a canzoni del passato e a tutto ciò che non fa parte delle loro scommesse e interessi perlopiù calcistici? (faccio l'esempio della musica perché è un linguaggio universale);
  19. "Prendiamoci cura dei loro sogni". Scusate, ma anche i genitori-amici dobbiamo fare ora? Credo che sia proprio la mancanza di regole, di ruoli ben definiti e di "no" a partire dalla famiglia ad aver fomentato ribellioni non da movimenti del '68, cioè con un minimo di pensiero politico e sociale, bensì da persone viziate che pretendono il voto alto senza fare sacrifici, senza impegnarsi (leggasi cocc ammunnat e buon).

lunedì 12 giugno 2017

Tagebuch über Samstag 27.07.2013

Dopo gli ultimi due post di argomenti letterari e scolastici, eccomi qui con una pagina di diario scritta durante la mia esperienza a Jena (luglio-agosto 2013) sull'insegnamento e sull'apprendimento del tedesco. Questa lettera è indirizzata agli altri partecipanti al corso, poiché io, Valentina e Igor abbiamo avuto alcuni problemi e "incontri ravvicinati del terzo tipo" al ritorno da Lipsia.
La riporto in tedesco, tanto c'è Google Translate cui potervi affidare ;)

Liebe TeilnehmerInnen,
Vielleicht hat jemand sich gefragt, warum ich, Valentina und Igor am Samstag Abend Verspätung an die Bergfest gehabt haben. es gibt zwei Gründe: Der erste hat mit der Rückreise von Leipzig bis Jena zu tun, der zweite werde ich später erklären.
Nach einem wunderschönen Ausflug nach und durch Leipzig haben wir den EB-Zug auf dem Gleis 10A gewartet. Aber der Zug fuhr vom Gleis 10a. Also Vorsicht vor Buchstaben!
Als wir Jena-West Bahnhof erreicht haben, haben wir einen Bus Richtung Stadtzentrum genommen, danach haben wir uns über die Haltestelle der S-Bahn erkundigt. Viel Schwein haben wir gehabt: Ein Mann ist mit uns gefahren und hat einen Weg für die Bergfest gezeichnet...aber der Weg war überhaupt nicht richtig! Wie in "Der Herr der Ringe" sind ich, Valentina und Igor durch die Natur, hübsche Heuschrecken und Zikaden zu Fuß gegangen (ich bin Insektophobe!) und wir haben auch den steilsten Weg in meinem Leben hinaufgestiegen! Ich brauchte 3 Liter Wasser: Ein fürs Beruhigen, ein fürs Trinken und ein fürs Duschen!
Endlich haben wir den richtigen Weg genommen, indem ich und Valentina sangen, und den Bergfestsort erreicht!
Jedenfalls haben wir viel Spaß gehabt! Ich warte schon aufs nächste Abenteuer!
Herzliche Grüße
Roberta

P.S.: il tizio che ci ha portato fuori strada ci aveva pure invitati a entrare in casa sua mentre salivamo la montagna!

Scrittura in versi: pro o contro? Perché? Commentate!

Salve!
Voglio approfittare dell'avvicinamento dell'estate per chiedervi:
- qual è il vostro rapporto con la scrittura?
- cosa pensate della poesia?

Inizio io, così magari incoraggio altre persone: se mi fossi fermata ai meri voti degli scritti di italiano del triennio, a quest'ora non mi ritroverei con un libro pubblicato in self e con la "timidezza artistica" superata. Dovete sapere che dal 2005 scrivo poesie, perché le gioie e i dolori della mia adolescenza per me erano meglio veicolati, meglio espressi tramite i versi. Inoltre, fino al 2014 solo in pochi le conoscevano: avevo paura di venir giudicata, di mettere a nudo la mia anima, il mio lato più privato, al pubblico. Poi ho avuto un lutto familiare e, un po' per superare l'insicurezza, un po' per rimorso (papà è morto prima della pubblicazione del libro), alla fine mi sono buttata e attualmente mi ritrovo con un romanzo in cantiere di cui terminare la prima stesura, e una rubrica comico-satirica che per ora ho solo in mente.
Riguardo alla poesia, credo che sia un genere bistrattato: a furia di studiarle a scuola (magari con un metodo non innovativo e ai soli fini di un voto buono), vedo proprio una repulsione del tipo:
Risultati immagini per rifiuto

  • "Poesia? Nooo, parla potabile ché sono ignorante!";

  • "Poesia? Che palle!";

  • "Poesia? Roba da rammollit*";

  • aggiungete voi commentando!
Eppure anche fra gli autori e le autrici moderne ho trovato delle belle perle (Emily Dickinson, Walt Whitman, Rabindranath Tagore, Pietro Romano, ...). Inoltre, quale genere si adatta meglio in un mondo sempre più al ritmo di speed date?

Ebbene, io ho finito.
"Uscite" i vostri #traumiscolastici, forza! :D

sabato 3 giugno 2017

Intervista a "The Hawk" Luigi Papanice


Intervista
Buonasera Luigi
Approfitto di questi giorni di festa per pubblicare la tua bella intervista.
Eccoti le mie domande, pensate appositamente per te!

  • Domanda di riscaldamento: scegli fra le tue opere quella che ti è più cara; assegna a essa 3 aggettivi che la descrivano al meglio.
Mi sono tutte “care”, forse quella che ricordo con più piacere è la prima, la capostipite anche perché sono stato spinto a pubblicarla da una persona caraTre aggettivi? Rocambolesca, fantasiosa (quando ho iniziato a scriverla, la “vera” vicenda non era ancora nata) e ipotetica (si è poi verificata).

  • Spulciando il sito, ho notato il link di Youcanprint. Cosa ci racconti dell'esperienza con questa piattaforma online?

Quando mi sono messo in mente di pubblicare,      avevo interpellato tutte le principali case editrici (sarebbe più onesto dire che ho rotto le scatole a tutte le principali case editrici), ma nessuna mi ha risposto. Così mi son messo in rete e il primo libro l’ho fatto pubblicare da una casa del centro Italia; successivamente mi è arrivata l’offerta da Youcanprint e ho fatto una valutazione prezzo/servizio. Devo dire che, salvo qualche piccola “incomprensione”, mi trovo bene e, salvo imprevisti, continuerò a servirmene. Ho proprio richiesto, poco fa, la pubblicazione del nono libro.
  • Riguardo al giornalino scolastico, quanto credi sia importante un contatto "artistico" fra docenti e alunni (perché immagino che tu sia stato incoraggiato da un@ tu@ docente)?

No sbagliato, i docenti ci “offrivano” la possibilità di dedicarci a più attività e ognuno era libero di scegliere. Perché mi sono dedicato, fra l’altro, a scrivere? Onestamente, non saprei dirlo.

  • In un'era digitale come quella attuale, quanto pensi possa incidere un'esperienza come la tua, di scout?

Penso proprio poco o nulla. Se hai fatto quattro conti avrai capito che i miei capelli bianchi non sono un vezzo.  Ai miei tempi (naturalmente sto parlando del collegio) la tecnologia era la macchina da scrivere (di notevoli dimensioni), quindi nulla a che vedere con i tempi odierni.

  • Se ti proponessero di creare un film/telefilm a partire dai tuoi libri, quale sarebbe la tua prima reazione? Come agiresti?

Ne sarei felicissimo! Molto onestamente ti dirò che l’ho proposto alla RSI (Radiotelevisione Svizzera) la quale, da tempo, trasmette delle serie che si possono ricondurre al genere dei miei libri. Però per ora non ho cavato che il classico "ragno" dal classico "buco".

  • Che metodo proponi, affinché un@ scrittore/scrittrice superi il "famigerato" blocco dello scrittore?

Non so cosa intendi per blocco dello scrittoreIo per primo, durante l’anno, attraverso dei periodi in cui non riesco a buttar giù nemmeno una riga. Mi dedico ad altro dimenticando lo scrivere; le idee poi tornano da sole. Non devo forzare gli eventi.

  • Alla fine dei riassunti delle tue opere, leggo spesso frasi come "Il romanzo, essendo opera di pura fantasia, non segue ovviamente l'effettivo svolgimento delle vicende che hanno interessato recentemente la storia mondiale", "i riferimenti a cose, persone o fatti realmente accaduti è casuale e non segue l'esatto ordine cronologico degli avvenimenti". Perché questa scelta?

Le storie contenute nei miei libri sono frutto di fantasia, però a volte richiamano vicende, più o meno note al grande pubblico, che hanno condizionato lo svolgimento dei fatti della “recente” storia mondiale. Metto fra virgolette la parola recente in quanto i miei libri iniziano nel periodo della guerra fredda (fine anni 40-inizio anni 50) per dipanarsi sino ai giorni nostri. Come già detto, il primo libro (I Gemelli Dormienti) ha anticipato, in termini differenti dalla realtà, quello che poi è stato lo scandalo Clinton/Lewinsky. In altro caso, quando ho iniziato a scrivere, ho proprio fatto la Cassandra ipotizzando quelli che sono stati dei tristi fatti della recente cronaca nera. Non voglio svelare altro visto il genere.

Ringraziamo i lettori e le lettrici per l'attenzione e salutiamo il nostro autore "The Hawk" Luigi Papanice!
Grazie a tutti voi!

Per consultare la biografia dell'autore: http://www.luigithehawk.it/index.php/l-autore.

mercoledì 31 maggio 2017

Donne assenti nella letteratura scolastica: quanto è vero?

Parto da questo articolo per esprimere la mia:
https://ledonnevisibili.wordpress.com/2017/05/27/donne-nella-letteratura-scolastica-assenti/.

Mi sono ricordata di quando, durante il periodo TFA, registravo le video-lezioni di tedesco per il sito Languages Translators. In particolar modo, mi sono venute in mente due parole:
  • der Stuhl ("la sedia"): il mio commento fu una cosa del tipo "Perché proprio l'articolo maschile? Forse perché si è sempre pensato che fosse l'uomo a comandare?";
  • der Kugelschreiber ("la penna"): il mio commento riecheggiava qualcosa che mi fu sicuramente detto durante il corso di letteratura inglese III (laurea triennale), cioè "la forma della penna ricorda quella del pene"
Ho pensato anche al francese le stylo; i generi affidati da questa lingua e dal tedesco cozzano con:

  • the pen (neutro);
  • la penna (femminile).
Quale paradosso (guarda un po', italiano): da una parte abbiamo una programmazione scolastica che, dal punto di vista letterario e storico, propone solitamente autori, imperatori e re; dall'altra parte abbiamo un oggetto indicato sì dal sesso femminile in italiano, ma che nella forma anatomica quanto in quella lessicale ricorda la parola pene (stesso discorso per l'inglese the pen).
Tornando all'articolo sopraindicato, concordo quasi pienamente: a scuola e soprattutto all'università ho studiato diverse autrici, soprattutto in letteratura inglese, invece in quella italiana no, tutti maschi (e se la mia memoria non mi inganna, anche il mattone Ferroni conteneva ben poche autrici).
Alla luce di quanto detto, personalmente opto per una revisione dei contesti letterari e storici, per il far comprendere alla scolaresca che mappe, libri, storia, etc. sono filtrati da una Weltanschauung che vuole l'uomo al potere, l'uomo a scrivere le sorti del mondo (laddove sappiamo bene quanto sia cruciale la presenza femminile nelle decisioni prese, come nel caso di Macbeth).
In virtù di questo, alla V di quest'anno ho fatto cercare alcuni dei VIP del XX secolo, fra cui:
  • J.K. Rowling (su esplicita richiesta di una mia alunna);
  • V. Woolf;
  • Junko Tabei;
  • Rita Levi Montalcini;
  • Lady D.;
  • Queen Elizabeth II;
  • Marilyn Monroe;
  • qualcun'altra che ora mi sfugge.
A voi, invece, com'è andata? Che ne pensate di questa revisione letteraria e storica? Quanto concordate con l'articolo da cui partono il mio parere e la mia proposta?

Il mio saluto a un 2018... cangiante!

Saluto il 2018 come se mi stessi congedando da una persona dagli occhi cangianti : sono numerosi e mutevoli gli eventi che hanno car...