lunedì 10 aprile 2017

Vive la France, vive la vie! - breve esperienza in Provenza

Buonasera cari lettori,
sono reduce da una bellissima esperienza accademica a Aix-en-Provence, una piccola cittadina francese piena di natura e di persone gentili e simpatiche.
Ci sono andata per presentare il mio primo articolo accademico, scritto per continuare la collaborazione col mio caro relatore. Sembrava un giorno così lontano, invece è già andato via! 

E pensare che inizialmente non volevo partire: sarebbe stato il mio terzo viaggio da sola in pieno periodo di attentati, e sarei andata lì a pochissimi giorni dalla morte di mio cugino. 

Fortunatamente questa breve sosta estera mi ha rigenerata: innanzitutto sono stata tre giorni lontana dalla routine, dalla scuola e dai relativi impegni (amo insegnare, amo di meno certe situazioni), poi ho soddisfatto il mio ego tripaholic dopo quasi 4 anni in cui non mi sono potuta concedere nessun viaggio estero per motivi familiari e lavorativi. Inoltre, per l'ennesima volta ho dimostrato a me stessa di essere in grado di affrontare una situazione difficile nonostante i 1000 motivi per cedere. 
Dopotutto, quando mi sarebbe ricapitato di stare in mezzo a professori universitari e dottori e dottorandi, di girare un po' la città nel tempo libero, di discutere il mio articolo in italiano con tanto di code switch in francese, di praticare le lingue di studio e di passione con persone da diverse parti del mondo, di mangiare benissimo senza prendere peso, di vestirmi tutta elegante con tanto di permanente fatta dopo 3 ore interminabili dal parrucchiere? Perché avrei dovuto rinunciare dopo anni di stesura, ricerca fonti, correzioni, idee, etc.?
Invece non solo sono andata, ma ho persino ricevuto diversi complimenti, soprattutto dal mio caro relatore:
  • è una ragazza che ha lavorato molto su se stessa;
  • dal primo giorno di lezione avevo percepito che ci fosse qualcosa in più in lei (con tanto di risate per quei ricordi);
  • dice le cose giuste ma in modo non sempre esatto;
  • ai suoi obiettivi ci è arrivata con le sue forze;
  • altro che non ricordo.
Persino la rottura delle calze e di una scarpa venerdì pomeriggio è stata una sfida di resilienza ampiamente superata: nella vita bisogna sempre trovare un piano B, nella fattispecie avevo un paio di calze e di scarpe di riserva, e ho indossato il pantalone da viaggio e una maglietta più elegante per la presentazione.  
Insomma, potevo scegliere di rimanere a casa e far sballare il programma, come altri che non si sono presentati al convegno LICOLAR, oppure potevo scegliere di partire e far conoscere una mia idea di unità di apprendimento per insegnare la storia in lingua tedesca con approccio CLIL (Content and Language Integrated Learning), con il grande incoraggiamento di uno dei migliori professori che abbia mai conosciuto.

Allo stesso modo, ognuno di noi può scegliere:

  1. di vivere o di morire prima del tempo;
  2. di dare luce o di oscurare se stessi e gli altri;
  3. di essere grati o meno alla vita;
  4. di fare delle difficoltà un ostacolo da saltare o un muro invalicabile;
  5. di affrontare un problema hic et nunc o di procrastinare finché il problema non diventa qualcosa di insuperabile;
  6. di crescere e aprirsi mentalmente o di nascondersi dentro la zona di comfort che, a lungo andare, soffoca e impedisce un pieno sviluppo delle nostre capacità;
  7. e via dicendo.
A presto col prossimo articolo, quello promesso ai miei lettori sul resoconto delle ultime esperienze di scrittura e fiere letterarie!
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1 commento:

Andromeda ha detto...

Amica mia, il mio primo commento lo voglio lasciare proprio a te.
Il tempo è volato, per il tuo rapporto col prof. come per la nostra amicizia, ma in entrambi i casi nessuno di questi legami ha risentito dei segni di questo suo passaggio. Anzi, più il tempo scorre e fluisce, più essi vedono crescere la loro forza.
E dopo aver menzionato l'amicizia che ci lega e il tempo che passa, voglio proprio parlarti di forza. Perché tu, in questo periodo come per tutta la tua vita, di forza ne hai avuta tantissima, anche quando pensavi di averla completamente esaurita.
Porti avanti con coraggio ciò in cui credi, metti l'anima nel lavoro come nelle tue altre passioni. Sì, perché anche il lavoro per te è una passione, quasi un divertimento, nonostante le mille difficoltà: sei un gioiello - lasciamelo dire - e la fortuna di tutti i tuoi studenti, ai quali trasmetti non solo nozioni, ma la passione per la conoscenza. Lo fai instancabilmente, superando ogni eventuale resistenza o barriera, rinnovando te stessa e il tuo metodo, venendo incontro ad ogni loro particolare esigenza.
Ma di cosa mi meraviglio, in fondo? Lo ha detto anche il tuo prof. che sei speciale e che si vede lontano un miglio. Non per niente, sono riuscita ad incrociare il tuo cammino, alla faccia della sfiga (che troppo spesso mi ha portato ad intrecciare rapporti umani insoddisfacenti)!
Non smettere mai di essere la donna grintosa ed eclettica, l'amica preziosa, la figlia amorevole e la grande, infaticabile professionista che sei e che mi rende tanto orgogliosa.

Ti abbraccio forte, come ogni volta.