giovedì 29 giugno 2017

Recensione "Luce Sensibile" di Arteiu Azizian

Premetto che avrei voluto dedicarmi alla lettura del libro ad agosto, ma non ho resistito al richiamo della Luce Sensibile del giovane cantante e scrittore Arteiu Azizian, auto pubblicato con Youcanprint. Prima di rispondere alla chiamata alla lettura, ho sbirciato la sua pagina FB: l’espressività dei suoi occhi mi ha fatto intuire che, dietro la sfilza di mail “editoriali” che ci siamo scambiati nell’arco di questo mezzo anno, si celava un ragazzo pieno di energia, di positività e di vitalità.
Ho avuto conferma di ciò già dalle prime pagine del suo libro di poesie Luce Sensibile: il codice verbale si alterna simpaticamente con quello iconico, talvolta incontrandosi grazie al disegno di una penna con orario e data scritti all’interno (una trovata geniale!); altrettanto sorprendente è l’uso dell’elencazione all’interno di una poesia, ma fossi stata nell’autore, avrei chiuso ogni parte di elenco col punto e virgola (considerazione questa che rispecchia solo un’espressione a livello di scrittura dei miei DOC – disturbi ossessivi compulsivi!)
Le pagine che mi hanno più colpita sono la 17 e la 22: nel primo caso ho apprezzato molto la poesia sulla famiglia, che, appunto, “DOVREBBE essere ascolto, potenziamento delle abilità intime in ogni membro; mai pressione ansiosa con imposizioni di vissuti passati”; la seconda pagina per me è una riflessione originale e metalinguistica su ciò che uno scrittore ha a disposizione per illustrare il mondo dentro e fuori di sé.
Ottima la poesia U (T) IL (E) a pagina 29, ma attenti a non confondere l’utilità con l’utilitarismo: un conto è fare ciò che è utile per sé, senza danneggiare gli altri, tutt’altro è ottenere un vantaggio per sé a discapito altrui.
Non concordo del tutto con la prima poesia a pagina 31: non tutti gli esseri umani sono schizzinosi o choosy. Per me è il governo italiano a non permettere a tutti i giovani di crearsi un futuro qui, che sia nella propria città o in un’altra regione. Si veda solo il caso dei docenti abilitati TFA: sottoposti a un duplice concorso (prove d’accesso al TFA + concorso), tuttora sono in attesa di un ruolo che spetta loro di DOPPIO diritto. Eppure nel frattempo si dà il ruolo ai docenti “sotto minaccia” (cfr. fase 0, fase A-B-C), si concede ai non abilitati di fare il concorso un anno dopo rispetto a quando l’abbiamo svolto noi a scatola chiusa (dalla serie Ti piace vincere facile?) e potrei continuare all’infinito, ma non è questo il luogo adatto.
Al contrario, concordo a pieno con la prima poesia a pagina 35: basta manipolazioni e disparità di trattamento, altrimenti ci si tenga pronti a ricevere la rabbia dell’avere “l’orchestra in testa” (cit. Troisi)
E della poesia a pagina 58, che dire, secondo me l’autore ama “V per Vendetta”!

Insomma, trovo questo libro frizzante ed energetico. 
Se Marinetti fosse ancora vivo, credo applaudirebbe ad Arteiu. Intanto mi complimento io: bravo!

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