lunedì 31 dicembre 2018

Il mio saluto a un 2018... cangiante!


Saluto il 2018 come se mi stessi congedando da una persona dagli occhi cangianti: sono numerosi e mutevoli gli eventi che hanno caratterizzato quest'anno, influendo molto sul corpo e sulla mente.
Anche se non riesco a concludere l'anno col botto perché sia io sia Mike siamo ammalati, c'è tanto da salvare: l'emozione e il divertimento del giorno del matrimonio, con tanto di ingresso in chiesa non con la famosa marcia nuziale Treulich geführt, bensì con Vieni al Signor che il musicista, non avvisato della mia entrata puntuale e prima del prete, stava ancora provando; il viaggio di nozze a Toronto, Orlando e New York-Harlem, anche se avrei preferito non tornare con i 4,5 kg in più che non riesco ancora a eliminare nonostante gli sforzi; l'immissione in ruolo in una scuola all'avanguardia che mi dà tanti stimoli e in cui ci sono colleghi e colleghe ad hoc e diversi alunni e alunne da cui ricevo tanta gratificazione a partire dal loro sorriso quando mi vedono; il rafforzamento e la conferma delle amicizie sincere e leali da una parte, e l'allontanamento di e da quelle false, nocive, a convenienza o instabili dall'altra; le emergenti capacità culinarie e di stiratura; la libertà di poter fare acquisti utili e dilettevoli per arricchire la casa e chi vi abita; il ritorno di due persone che per me hanno contato molto in passato, cioè un'amica delle medie e mia cugina carnale; lo spettacolo Lo Schiaccianoci al San Carlo e prima ancora il concerto dei PFM all'Augusteo; il weekend di piacere in Umbria; il mio romanzo, che lentamente sta crescendo grazie alle pillole di professionalità e ironia della mia editor Sara Gavioli; i mesi di insegnamento al carcere, inseriti nel curriculum formativo come una delle 4 esperienze più importanti della mia vita, e altro ancora.
Per non parlare della guida: fra la piccola Hartwill e la macchina di mio marito, che ho battezzato col cognome del nono Dottore, sto amando il fatto di poter cantare le canzoni che preferisco e di poter raggiungere un posto senza essere dipendente dagli orari limitanti dei mezzi o da altre persone. Eppure fino a un annetto fa ero terrorizzata all'idea di mettermi alla guida, invece ogni volta è una sfida nuova: andare più veloce, sorpassare, fermarmi in tempo agli incroci o per strada, parcheggiare o svoltare senza fare danni (cosa che purtroppo ho fatto, ma chi non ne fa ai primi mesi di guida o con l'avanzare dell'esperienza?)
L'altra sfida è stata entrare nel coro della scuola: chi conosce un po' del mio passato sa che sono rimasta molto scottata dall'esperienza col coro della chiesa cui ho donato me stessa per ben 5 anni, ma la mia tutor è stata così brava a convincermi e io stessa le ho detto "sì" senza esitazione, che ho messo da parte quella crepa e mi sono concessa una seconda chance. Dopotutto, perché, per chi e per cosa precludermi la possibilità di mettere a frutto le mie capacità come voce contralto e come suonatrice di cembalo? Perché impedire a me stessa di conoscere nuove persone, fra alunni e colleghe?

L'unica cosa che proprio non salvo del 2018 è il fatto di essere entrata negli -enta da malaticcia: prima la tracheite, per cui ho dovuto prendere i giorni di malattia, non potendo così partecipare allo spettacolo col coro, poi un'allergia cutanea e infine un forte raffreddore che in questo momento mi costringe a letto. In passato ho fatto sì una cura di ormoni che mi ha portato progressivamente a gonfiarmi (insieme a un periodo di sedentarietà e di alimentazione non corretta), ma non ho mai visto e preso così tante medicine in vita mia. Proprio dopo il matrimonio dovevano manifestarsi i problemi di salute sopra menzionati? Logico, è cambiato tutto: stile di vita, ritmi, esigenze, aspetto fisico. Inoltre ci sono equilibri ancora da rafforzare e paletti da far comprendere per bene all'esterno, ma per fortuna l'amore che lega me e Michele non è di quelli che si fermano alla meravigliosa e utopistica fase di infatuazione, bensì è capace di tenerci uniti nonostante le difficoltà, gli errori di inesperienza, i tentativi di invadenza del nostro spazio vitale, l'invidia, le malelingue e le incomprensioni, le crepe del passato che talvolta riaffiorano, le nostre debolezze, la mancanza che sento di mio padre, del nostro rapporto e di tutto ciò che costituiva per me (un alleato, uno psicologo, un guru) e tanto altro.
Ora ti saluto, caro 2018.
Che il 2019 porti tanta salute e capacità di stupore positivo a me, a Mike e a tutti coloro con cui c'è un rapporto di reciproca stima e affetto.

venerdì 29 giugno 2018

Intervista a Salvatore Amato

Salve a tutti!
Eccomi alle prese con l'intervista all'autore di cui sto attualmente leggendo il romanzo. Di chi sto parlando? Scopriamolo insieme!


Biografia:

Salvatore Amato nasce a Messina il 4 gennaio 1982. Attraverso il nonno materno, famoso pittore della sua città, impara fin dall’infanzia l’amore per l’Arte e la Letteratura.
Le primissime esperienze di scrittura arrivano con l’Hip-Hop e i Sikari Verbali, un gruppo romano autoprodotto, dopodiché con il giornale della scuola. Successivamente le sue passioni musicali lo porteranno a pubblicare due album con Belive Digital, usando lo pseudonimo di Shitkillaz.
Socio Onorario di Archivio Spettacolo, con i quali ha dato vita al primo Concorso Letterario dell’Associazione: Aneddoti dal cuore.
Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo “Fra – Fuori dal grigio”, (Chiado Editore).
Nel 2018 con contratto ricevuto grazie alla segnalazione nell’11^ Edizione del Concorso Nazionale Le Fenici pubblica la sua raccolta di racconti “Novelle Criminali, (Edizioni Montag).
Molti suoi racconti sono inseriti in diverse antologie AA.VV.


Fra - Fuori dal grigio:

Fra narra la storia d’amicizia fraterna che lega quattro ragazzi completamente diversi tra loro.
La storia si sviluppa nel corso degli anni, ponendo l’attenzione sulla loro crescita personale, la loro evoluzione e anche involuzione.
I quattro protagonisti sono allo stesso tempo i narratori della storia, ognuno con il proprio punto di vista e il proprio modo d’esprimersi. Attraverso le loro storie e pensieri, l’autore cattura retaggi storici della nostra penisola e scorci di molti difetti del “Belpaese”, portando il lettore a riflettere. Lo sfondo è una periferia grigia e dimenticata che da cornice assume a volte il ruolo di muro portante del racconto. I quattro protagonisti con i loro caratteri agli antipodi faranno di tutto per emergere e uscire fuori da quel grigio che li avvolge, ognuno alla sua maniera, ma saranno sempre pronti ad aiutarsi e a difendersi. Spesso questa voglia di un futuro migliore li porterà a intraprendere strade criminose e moralmente discutibili.
Fra all'apparenza è un racconto d’amicizia, ma andando oltre il primo strato, si scopre molto di più, perché parla di emarginazione, miseria, degrado, voglia di rivalsa, stupro ambientale, droga, fatti di cronaca e cause d’effetto, il tutto mantenendo una struttura tra il rock ’n’roll e l’underground senza peli sulla lingua. Un racconto a volte duro e d’impatto, altre ironico, impegnato, vivido e riflessivo, con un ritmo scorrevole e serrato che non necessita di altri fronzoli.

Intervista:
Eccoci qui a scambiarci un botta e risposta proprio mentre ho il tuo libro in fase di lettura!

  1. Domanda di riscaldamento: se potessi usare 3 aggettivi per descrivere la tua opera, quali sceglieresti?
Corale, crudo e vivido.

  1. Quanto tempo hai impiegato per scrivere il romanzo Fra – Fuori dal grigio?
Due anni circa, ovviamente cambiandolo, modellandolo e caratterizzando i personaggi quasi in maniera maniacale.

  1. Qual è il personaggio che ti ha messo più in difficoltà nella stesura del tuo romanzo?
È stato sicuramente Raul! Volevo che esteticamente si proiettasse come la fantasia di ogni donna, ma allo stesso tempo volevo che mentalmente e moralmente riuscisse a ottenere tutto il disprezzo delle lettrici. Spero di esserci riuscito, le opinioni di alcune blogger supportano Farina e Zaza, ma penso che nessuna possa ammirare Raul. Roberta anche tu l’hai letto, pensi che ci sia riuscito?

A renderlo odioso? Hai chiesto alla persona meno amante dei macho men. Mi ricorda uno dei personaggi inseriti in maniera caricaturale nel mio futuro romanzo, nonché Gaston de La Bella e la Bestia, che non ho mai digerito. Quindi sì, ci sei riuscito alla grande a renderlo odioso, anche per il fatto che fra lui e Killer non ho eletto il vincitore della gara di parolacce, perché non sono riuscita a portare il conto nel leggere "cazzo" e "minchia" un rigo sì e l'altro pure!
Fra i quattro protagonisti per me Farina è il migliore: a parte l'ansia continua a livello di puntualità, in cui mi rivedo a pieno, ma mi sembra quello un po' più equilibrato e con la testa sulle spalle, sebbene faccia anche lui delle scelte un po' discutibili. Zaza, invece, all'inizio mi stava MOLTO sulle scatole, però nelle scene in cui... niente, non voglio spoilerare! Volevo dire, man mano l'ho un po' rivalutato. Su Killer non mi esprimo più di tanto, perché è quello con cui ho meno empatia in assoluto, ma un altro personaggio davvero odioso è proprio suo padre, che è quasi la copia spiccicata di un cattivo del mio sempre futuro romanzo.

  1. Qual è stato il primo riscontro nella pubblicazione di Fra – Fuori dal grigio? Voglio dire, cosa ne hanno pensato le persone a te care?
Le persone care sono sempre di parte! Per mia madre dopo Fra, meritavo il Nobel alla Letteratura, perciò all'inizio ho preso con le pinze tutti i complimenti, in seguito sono arrivate le recensioni e sono state molto gratificanti. Anche la presentazione di Fra a Centocelle (Roma) è stata una sorpresa gradita, vedere tutti quegli amici, conoscenti e non, venuti lì per ascoltare e acquistare il mio libro… Non ero preparato per le dediche ed è stato buffo, ma il calore dimostratomi è stato fantastico. Queste cose hanno ripagato tutto il mio lavoro, perciò sono più che soddisfatto del riscontro ottenuto finora.

  1. Da quali documenti ed esperienze hai attinto per poter parlare di rave e droghe in modo sciolto?
Esperienze dirette e indirette di un’adolescenza vivace. Da ragazzino andavo a queste feste, anche perché i ragazzi più grandi mi davano la possibilità di suonare, in quel periodo della mia vita penso che abbia messo radici il mio amore per la musica, facendo nascere successivamente gli album con lo pseudonimo di Shitkillaz. Anzi ne approfitto per fare un regalo, spero gradito, a te e a tutti quelli che stanno leggendo questa intervista, mettendo il link dove scaricare i miei pezzi, o interi album gratuitamente (sito più che sicuro)   https://www.jamendo.com/artist/422419/shitkillaz .
Questa passione, tra l’altro, ho cercato di trasmetterla attraverso Zaza, la sua ossessione per la musica e l’Aerosol Art, che ritengo una più che valida manifestazione d’arte.

Concordo: è una signora arte e in realtà non sapevo si chiamasse così. Mi sono sempre riferita a quest'attività artistica col termine "street art" e i prodotti li ho sempre definiti "murales".

  1. Secondo te qual è l’arma vincente per uno scrittore o una scrittrice emergente?
Scrivere e leggere tanto, cercando sempre di migliorarsi.

  1. Che progetti hai a livello artistico?
È uscito da pochissimo il mio secondo libro “Novelle criminali”, edito da Edizioni Montag, con contratto ottenuto grazie alla segnalazione della giuria al concorso Le Fenici. Mi piacerebbe organizzare altri concorsi con Archivio Spettacolo, ma una cosa alla volta, intanto dobbiamo selezionare e valutare i racconti per la prima edizione di Aneddoti dal cuore… Vedremo! Poi, i progetti sono tantissimi, forse qualcuno di questi si realizzerà, per ora quello maggiore è di continuare a vivere così bene la scrittura, almeno finché sarà così salutare. Forse, Roberta, chi come me necessita di scrivere, combatte in qualche modo i propri mostri, forse per ognuno di noi è un universo a parte.

Bene, l'intervista si conclude qui.

Grazie per l’intervista e per il tempo dedicatomi, ti faccio i migliori auguri per il tuo matrimonio, per Poesie di periferia, quello che scriverai e il progetto UPA, di cui anche se poco attivamente, sono felice di fare parte.

Grazie mille per le tue risposte dettagliate e piene di spirito d'iniziativa e di umiltà. Ringrazio di vero cuore anche i lettori e le lettrici che seguono il mio blog e che sono arrivate fin qui con la lettura.


N.B.: 
Come avete letto qui e nel post precedente http://poesiediperiferia.blogspot.com/2018/06/un-addio-al-nubilato-misura-della-sposa.html, fra poco mi sposo, quindi per tutto il mese di luglio non ci saranno pubblicazioni su questo blog. Tuttavia, vi sono i post sugli autori e sulle autrici di lingua tedesca che vi aspettano su UPA - Un Pianeta Artistico. A proposito di questo gruppo FB, come candidati alla prossima edizione di #autoriinvideo al momento ho proprio Salvatore e Maria Rosaria (di cui potete leggere l'intervista qui: Intervista a Maria Rosaria Ricci e la recensione di Abilmente - Il coraggio di non arrendersi qui: 5 libri suggeriti da Roberta F.I. Visone).
Se si raggiungerà il numero minimo di 5 autori, allora il progetto potrà essere riavviato, altrimenti in ogni caso i due cari autori avranno il privilegio di presentare il proprio testo sul mio gruppo e un'altra sorpresina.
Per oggi è tutto.
Vi saluto augurandovi buoni esami orali della maturità, buone vacanze, buon tutto! :*

lunedì 25 giugno 2018

Un addio al nubilato a misura della sposa. Grazie!

Mi spiace aver interrotto il gioco dei libri della mia vita e non essere presente sui social in generale e sul gruppo UPA - Un Pianeta Artistico in particolare, ma questi ultimi giorni prematrimoniali sono pieni di corse e vicende meravigliose, fra matrimonio di Ilenia e Angelo e due addii al nubilato, cioè quello suo alla SPA e il mio di ieri, al quale mancavano poche persone importanti che, però, ci saranno al matrimonio mio e di Mike.
E pensare che la mia idea iniziale era passare qualche ora alla SPA con la mia migliore amica a Roma per vivere questo "rito di passaggio", ma purtroppo mi è impossibile spostarmi di questi tempi, ho comunque una sorpresa in serbo per lei e sono rimasta davvero soddisfatta dell'addio al nubilato organizzato da mia sorella e dalle mie amiche Ilenia (venuta da Grottaminarda il giorno dopo il suo matrimonio), Laura (venuta in Circumvesuviana all'andata), Lalla, Laura prof, Raffa, Mary e Rosy (venute da diverse zone di Napoli).
Siamo state al locale al quale spesso io, Mike, Ile e Angelo (più Giusi e Nello) siamo andati dopo il corso prematrimoniale e, a parte il cameriere non totalmente accogliente, è andata alla grande soprattutto grazie al tocco creativo di Mary (bigliettini, torta, test) e all'allegra compagnia. Divertente nella semplicità e nella sobrietà, il mio addio al nubilato ha sposato a pieno le mie aspettative e il mio modo di essere: mi sono sentita a mio agio senza strafare, anche perché dovevo accompagnare la futura sposa Laura con la macchina di mamma, non mi sono mai ubriacata (né avrei iniziato ieri XD) e non sono abituata a stare sotto i riflettori, soprattutto per cose buone.
Eventi come questo sono importanti per me, perché fanno crescere sempre di più la consapevolezza di meritarmi tanto affetto, stima e tempo da parte delle persone cui dedico altrettanto tempo, stima e affetto e che sanno di poter contare sul mio appoggio per ridere, per condividere l'ansia e le aspettative verso un progetto o per star male per una disgrazia.
Qualche giorno fa Mike mi ha detto che col matrimonio si mette il punto a tante situazioni. Ebbene sì, mi prometto di farlo, anche perché la vita matrimoniale ci porterà, oltre alle libertà tanto agognate, delle grosse responsabilità. Dovremo riorganizzare i nostri tempi e di certo non potremo né dovremo né vorremo perderlo con chi ci dà le briciole o il cosiddetto tuosseco, ma, anzi, potremo, dovremo e vorremo dedicare le nostre giornate a chi ci sta accanto in carcere, in malattia e nella gioia.
Ma bando alle ciance. Ecco il link da cui poter vedere alcune foto di ieri: https://www.instagram.com/p/BkcHmuQFAir/.

martedì 5 giugno 2018

Bilancio di metà anno a livello artistico

Rivedendo le foto de "L'ultimo ciak", uno degli spettacoli più belli in cui abbia mai recitato e presentato, mi è venuta voglia di fare un bilancio di metà anno a livello artistico.
Se penso solo alle poesie che in quasi 4 anni sono riuscita a pubblicare in self e a far conoscere a persone di diverse fasce d'età, mi posso ritenere soddisfatta. Certo, non ho conseguito premi od onorificenze, né il mio profilo, la mia pagina FB o il mio gruppo pullulano di "mi piace", eppure per me è un onore sapere che quella che una volta era la mia parte più nascosta si è avvicinata ad altre intimità simili o dissimili. Prima ancora di ciò, sono contenta di essere riuscita a superare la mia timidezza nel mostrare una parte di me che tenevo gelosamente custodita. Sono anche soddisfatta di aver pubblicato, oltre a "Poesie di periferia", il romanzo poliziesco "Gli opali indiani" e l'articolo accademico dedicato al CLIL sui quali ho lavorato per molto tempo. Infine, dopo tre anni dai primi schemi, sono ancora più entusiasta della dedizione che ci sto mettendo nell'editare il mio futuro romanzo insieme a una editor speciale: Sara Gavioli. Conosciuta tramite la meravigliosa ciurma alla quale mi sento di appartenere, lei mi sta aiutando non solo a livello di scrittura tout court, ma anche a scavare di nuovo a fondo in ciò che in realtà, nonostante la resilienza che dimostro nella vita reale, non sono ancora riuscita a superare del tutto. Il senso e la realtà di esclusione dal "gruppo", il lutto, il bullismo, le incomprensioni, il sentirmi e l'essere spesso una "esterna serva inutile", il contatto con la disabilità e altro ancora.

Oggigiorno si è in cerca di una sorta di felicità data dai tanti like, dall'approvazione esterna, dallo scrivere miriadi di storie  al giorno come se nulla fosse. Queste stesse persone, però, si chiedono se l'arte rende felici? Io sì e rispondo: "Prima della soddisfazione economica e prima dei 100000 'like' al dì cliccati da gente non sempre a conoscenza del mondo della scrittura, ci stanno la contentezza, la grinta e il coraggio di dedicarmi a questa attività artistica come meglio posso, coi miei punti di forza e con quelli con cui devo trovare una sorta di compromesso per conviverci e per migliorare la mia penna e le mie reazioni. Sì, l'arte, anzi, il dedicare il mio tempo prezioso all'arte mi rende felice anche quando chi considero 'amico/-a' ignora o trascura ciò che scrivo. Così come sono riuscita a realizzare il sogno dell'insegnamento, così un giorno arriverà il momento in cui quelle stesse persone, che prima ignoravano o prendevano sottogamba le mie iniziative, urleranno in giro e sui social 'Sono una sua amica/un suo amico!', mentre io starò a raccogliere il frutto della mia pazienza con chi mi è stato vicino anche e soprattutto quando altre persone erano più stimate di me e quando sentivo che era inutile dedicarmi alla scrittura o a iniziative letterarie."





sabato 21 aprile 2018

Mio breve pensiero su un'opera di Zora Neale Hurston.

Ero al terzo anno di università quando mi fu chiesto di scegliere di leggere uno di questi due libri per l'esame di letteratura inglese:

1) "Mrs. Dalloway" (Virginia Woolf);
2) "Their Eyes Were Watching God" (Zora Neale Hurston).

Optai per la seconda scelta e tuttora ne sono soddisfatta: quasi solo per l'autrice, per la funzione battista con coro Gospel e per il contributo positivo di Hurston e altri personaggi alla storia del popolo nero io e mio marito avevamo scelto New York come una delle mete del viaggio di nozze. Lette le insegne stradali dedicate a lei, a Malcolm X e ad altri personaggi importanti, ho provato una gioia immensa, e partecipare a una funzione battista è stata una meravigliosa esperienza. Inoltre, la guida era esterrefatto nel vedere che conoscevo diverse sfaccettature del Rinascimento di Harlem.
Prima ancora del viaggio di nozze, alla prova preselettiva orale del TFA parlai dell'opera di "Zoe" in risposta alla richiesta di trattare un testo che parlasse di identità.
In "Their eyes were watching God" sono ritratti tre modi di vivere l'amore e la progressiva emancipazione femminile durante e in seguito alle tre principali storie d'amore raccontate. Prima ancora di queste relazioni, è un libro che parla di musica: è la forma ciò che per me ha reso quest'opera magnifica e che mi ha spinta verso l'escursione guidata ad Harlem. All'epoca lessi il libro interamente ad alta voce e, credetemi, è stata un'esperienza molto piacevole! Una musicalità da leggere e ascoltare, un viaggio melodioso nelle note dell'African American Vernacular English.

Potete leggere la trama qui:

http://www.sparknotes.com/lit/eyes/summary.html .

Da questo libro è stato tratto il film con Halle Berry, di cui linko il trailer: https://www.youtube.com/watch?v=mc5T4c_mj1U.

lunedì 16 aprile 2018

Un falso Addio a Facebook.

Buonasera.
Questo era l'annuncio che avrei postato stasera sul social network che attualmente sta sotto i riflettori per motivi non felici.
Buonasera.

Ho un annuncio da fare: stasera mi cancello da Facebook.
Ho rimandato per troppo tempo questa decisione, ma sono giunta al capolinea.
Ho bisogno di riappropriarmi della libertà e del tempo che, tolto alla scrittura, alla lettura, alla preghiera mattutina e ad altre attività che mi fanno stare bene e tranquilla, ho dedicato a progetti e iniziative che mi hanno lasciato soprattutto un sapore amaro nell’anima per motivi che non sto qua a narrarvi.
Ho resistito finché potevo, cercando di coltivare i pochi gruppi positivi che ho continuato a seguire e in cui mi sono messa in gioco, anche andando oltre il mio lato profondamente introverso, oltre la mia paura di non essere ascoltata e di venire ignorata, oltre le critiche distruttive, oltre i generi letterari ai quali mi sono sempre dedicata. Purtroppo, però, i motivi che da tempo mi spingevano a lasciare sono diventati superiori a quelli che mi trattenevano su questo social.
Ringrazio chi ha creduto in me e in iniziative pensate per me e per gli altri, nonostante non sia un’amante di video in diretta, di pubblicità selvaggia e dell’ostentazione.
Ringrazio chi non si è fermato alla superficialità, volutamente offerta da e su Facebook, e ha preferito chiedermi in disparte 'Perché hai scritto questa cosa?', 'Come stai?' e pormi altre domande di questo genere.
Ringrazio chi capirà questa mia scelta di libertà e continuerà ad avere contatti con me su Blogger, Gmail, per via telefonica, dal vivo e anche su Instagram, dove pubblico foto quando mi va, e su Twitter, che uso soprattutto per motivi scolastici.
Ero davvero risoluta fino a qualche giorno fa: avevo passato una mattinata intera a trovare le parole adatte per questo testo che ho chiamato Addio a Facebook e avevo persino avvisato Mike e il gruppo CNT (Coordinamento Nazionale TFA). Mi era stato proposto di creare un contatto falso solo per questo gruppo e avevo accarezzato l'idea di questo diversivo. Ero pronta a stappare lo champagne, a farmi un pellegrinaggio, insomma, mi sono sentita come Dobby quando, aperto il diario di Tom Riddle, si imbatte in un calzino.

Poi mi son chiesta:
  • Vale davvero la pena gettare la spugna, per le opinioni di gente che tra l'altro nemmeno mi conoscono dal vivo o che mi conoscono poco e nulla?
  • Vale la pena tornare indietro dopo i 99 passi fatti camminando, cadendo, saltellando, saltando, correndo, mordicchiando labbra stanche di fatica e sorridendo al cielo per i piccoli traguardi raggiunti?
  • Vale la pena rabbuiarmi, laddove ci sono persone poche ma buone che in me ci credono?
  • Vale la pena cancellarsi da un social network, laddove sono sempre riuscita a gestire il mio tempo nonostante tutti i problemi e impegni avuti?
  • Vale davvero così tanto ciò che la gente vede e capisce da una mera bacheca?
  • È così fondamentale dover esprimere per forza una mia opinione profonda su un social dove, ahimè, si storce più il naso per un errore di battitura che per altro, e dove l'odio è più di moda della gentilezza?
  • C'è qualcun@ che mi obbliga a scrivere ciò che la gente vuole che io scriva su Facebook?
  • Davvero la mia persona deve essere definita secondo ciò che la gente può pensare a partire da dei singoli post che condivido, magari in un momento di leggerezza?
  • Posso mai perdere il tempo e la salute appresso a questi affanni mentali, laddove ci sono altre questioni più importanti cui pensare?
Se sono riuscita a rispondere "NO" a queste domande è stato grazie alla mia capatosta, al mio inguaribile ottimismo, al mio amore, a chi nel proprio piccolo investe nei miei progetti anche dal punto di vista economico, non in ultimo a chi proprio stasera ha espresso il mio stesso stato d'animo per il calo di attenzioni e di interesse verso un suo progetto cui ho creduto dal primo momento e per cui ho anche fatto dei piccoli investimenti non solo economici.
Ebbene, confermo la mia decisione di restare su Facebook per i pochi gruppi e persone che sanno come farmi sentire importante come merito, ma al contempo mi prenderò i miei tempi per fare ed essere ciò che desidero davvero, che sia da sola o in compagnia delle suddette persone che stimo e che voglio bene anche se non glielo dico o scrivo tutti i giorni. Dopotutto, ho il controllo sulle mie azioni, sui miei tempi e sui miei pensieri, non posso né devo occuparmi di azioni, tempi, pensieri e omissioni altrui che sono soprattutto frutto di esperienze al di fuori di me. Infine, non supplico nessun@.
Chi me vo bben, appress me ven... e chi nun ven me fa nu piacer!
Vi auguro la buonanotte con questo pezzo magnifico: https://www.youtube.com/watch?v=4xGKFp68l0I!

venerdì 6 aprile 2018

I messaggi, quelli belli! :)

C'è chi i P.S. li trascura; io li trovo tanto degni di importanza quanto il paragrafo o il pippone che li precede.
Di recente due P.S. e un'opinione su Poesie di periferia mi hanno sorpresa e non poco. Mi sembra giusto ringraziare ufficialmente chi li ha scritti, quindi ho deciso di dedicare un post ai loro pensieri.

  • Da Bruno Costagliola (una persona che mi ha contattata tramite LinkedIn e che attualmente è uno di coloro che seguono con piacere le iniziative sul gruppo UPA - Un Pianeta Artistico) appena ha ricevuto il pacco col mio libro che ha atteso con pazienza:

P.S.
La Tua Firma:  Austera, Condensata, Decisa, Autoritaria e Sciabolante che denota un carattere altrettanto deciso ma nel contempo dolce eche agisce con immediatezza avendo l'autorità e la capacità di poter fare ciò che le appare dinanzi in un lampo e ciò che la mente ha pensato.Ottimo Comandante! Brava, Welcome on board!


E poi...

Mi congratulo per i tuoi dolci versi e ti faccio i miei complimenti per quelli scritti anche a muso duro.
Brava!
Una poesia in particolare l'ho riletta decine e decine di volte:
"Campanaro"Roberta, quanto è bella!
Che versi!
Quanta dolcezza e, nel contempo quanta tristezza ed anche risentimento nelle semplici ma veritiere parole.
Personalmente, mi ha colpito la dolcezza.
Ricordo che appena lessi il titolo, la memoria mi catapultò a: "For whom the bell tolls" del grande Hemingway e quindi
a John Donne.
Il sermone "Nessun uomo è un'isola", qui non si addice e il campanaro non suona (to toll) per: "the death of the bishop" riporta l'Encyclopaedia Britannica; il suono della campana è differente. Non è un rintocco cadenzato e funereo.
La campana non suona a festa: la tristezza-
Non c'è campanaro.
Non c'è nessun campanaro che suoni la campana dell'amore nel mio cuore- Ecco l'infinita dolcezza!
Altro che i versi di Quasimodo - "Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera". 
In altre due poesie ho riscontrato la ripetizione" All'unisono" ( da te voluto, beninteso) ma che personalmente
non mi ha soddisfatto avendo la possibilità di poter usare altri aggettivi per esprimere lo stesso concetto;
all'uopo, l'eccelso Aldo Duro docet!
Paulo Coelho - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto-Resta ancora Sulla sponda di quel fiume io sono lì seduto......... (Roberta FI Visone)
Quelle scritte in dialetto, come tu stessa hai detto non sono esenti da errori: ma è il dialetto napoletano che è difficile da scrivere nelle sue svariate accezioni, però sono carine!
Brava

  • Ecco il secondo messaggio, ricevuto oggi pomeriggio da Alberto Alessandri, autore di Tracce latenti di umanità (self-publishing Youcanprint):

Ricevo oggi un pacco e con grande sorpresa mi hai rispedito tutto senza nemmeno dirmi nulla per contribuire alle spese. Sorpresa nella sorpresa trovo una tua raccolta di poesia che sto già leggendo e già mi stanno stimolando per futuri lavori. Che dire se non grazie e che per qualsiasi cosa possa fare sono a disposizione. Alberto
P.S. complimenti per il tuo curriculum.
Ora vi saluto e spero che la linea sia sufficientemente veloce per vedere This is us, una serie TV che mi è stata consigliata da un Telefilm Addicted dedito ai videogiochi e non solo.

P.S.: Se volete conoscere altre opinioni su Poesie di periferia, andate qui.

martedì 3 aprile 2018

Intervista a Maria Rosaria Ricci

Buonasera!
Ecco la seconda intervista a una vincitrice speciale del mio giveaway: Maria Rosaria Ricci.
Ho avuto l'onore di conoscerla nel momento in cui le ho consegnato la copia del mio libro Poesie di periferia a volo. Di solito uso la macchina solo per andare al carcere, dove insegno, ma non potevo lasciarmi sfuggire questa occasione di incontrare un'autrice napoletana come me a metà strada. Così io e lei ci siamo scambiate un sorriso e le ho dato a mano la mia busta. La cosa più bella è che, poco prima di contattarmi lei, io ero rimasta colpita dalla copertina del suo libro. Conosciamola insieme!

Biografia:
Nasce a Napoli il 28/09/1979. Affetta da tetraparesi spastica a causa di un parto difficile, non ha mai tralasciato le proprie difficoltà motorie, considerandole un trampolino di lancio
verso la Normalità.
Diplomata in Scuole Magistrali, ha due grandi passioni: l’informatica e la scrittura.
Scrittura come espressione dei sentimenti che l’ha portata ad avvicinarsi a diversi concorsi letterari, ricevendo riconoscimenti e premi di non poca importanza.
Costantemente impegnata a rimuovere ideologie legati al sociale e al mondo della Disabilità, ha assunto diverse cariche di responsabilità come consigliera dell’AGVH di Pomigliano d’Arco e, da pochi mesi, consigliera della Sotto-sezione dell’Unitalsi di Napoli.
Atleta di sport equestri per disabili ha partecipato a gare Regionali Interregionali e Nazionali
di Equitazione.
Per lei “negare le differenze non è un’arma per combatterle”, mentre non basta riconoscere
la disabilità per quel che è. È fondamentale potercisi e, soprattutto, volercisi misurare.



Abilmente - Il coraggio di non arrendersi:
Ancora una volta la scrittura riesce ad esprimere sentimenti ed emozioni lasciando che i lettori si possano immergere in un racconto  vero, in una  testimonianza toccante.
Il libro “Abilmente - Il coraggio di non arrendersi” racconta la storia e la vita, le fortune e le sfortune, le gioie, i  dolori e le emozioni vissute da Maria Rosaria Ricci.
L'idea del  libro,  afferma l’autrice, nasce dalla lettura di generi diversi tra romanzi, narrativa e storie vere, tenendole compagnia nei lunghi pomeriggi, sentendo il desiderio, ma anche la necessità, di raccontare attraverso la scrittura, superando le difficoltà di linguaggio legate alla sua  condizione di disabilità.  
Più che una biografia sembra un manuale di insegnamento, che insegna a Vivere con la V maiuscola, ti insegna ad apprezzare, ad avere pazienza, a piangere, ridere e gioire, ti insegna ad amare.
Esordisce l’autrice: “Tutto ha inizio con tre segreti: la noce, il ragno e l'auto accettazione….. Ho sempre pensato che ad ogni limitazione c’è un mezzo per superarla, la scrittura  per me è uno  dei tanti!! … Non sto qui a svelarvi il significato, altrimenti si perderebbe il gusto della lettura. Solo dopo aver letto, somatizzato e interiorizzato i tre segreti, consiglio di andare avanti con la lettura per scoprire, capitolo dopo capitolo, le avventure e disavventure di Maria Rosaria.
Un racconto che svela i sogni, le difficoltà e le emozioni di una ragazza che, nonostante la sua “diversità”, vive in pieno la sua vita, in modo gioioso e mai rancoroso, determinata a conquistare giorno per giorno nuove mete ….. con “il coraggio di non arrendersi”. 

Per chi ne vuol sapere di più e per acquistarlo, potete contattare Maria Rosaria Ricci in privato e/o seguire la Pagina FB di Abilmentehttps://www.facebook.com/mariarosariaricciabilmente/.
  • Link Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=h0PFMa8GfW4&t=350s.

Intervista:

Ciao Maria, ecco l'intervista richiesta con tanto piacere!
  1. Domanda di riscaldamento: se potessi usare 3 aggettivi per descrivere la tua opera, quali sceglieresti? Scorrevole, positiva, grintosa.
  2. Hai scelto nomi fittizi o reali per la tua opera?  Sono tutti nomi reali.
  3. Qual è stata la tua più grande vittoria? Beh, le grandi vittorie avvengono ogni qualvolta riesco a superare i limiti imposti dal mio essere disabile. La più grande credo sia stata quella di vedermi realmente al volante della mia macchina.
  4. Ti è mai capitato di ritrovarti da sola a lottare per un ideale? Se sì, come ti sei sentita e cosa hai fatto?  Per me lottare per un ideale è mettere in campo una serie di strumenti validi per un raggiungimento di un obiettivo o un ideale, anche se spesso si è costretti ad andare controcorrente.
  5. Che progetti hai per il tuo futuro artistico? I miei progetti per il futuro sono legati sempre al mondo della scrittura, mi piace molto scrivere ciò che in silenzio sento dentro me... credo che un prossimo progetto sarà un libro di poesie. Mi piacerebbe impegnarmi nel mondo dell’informazione che mi veda inserita in una redazione o un sito web, potenziando e sviluppando le mie capacità.
  6. Quanto pensi siano attrezzati i luoghi pubblici (scuola, ASL, ecc.) per abbattere le barriere architettoniche?  Grazie a varie normative sull'abbattimento delle barriere architettoniche, molti edifici pubblici e privati si stanno adeguando. C’è tanto da fare ancora per far crollare giù ogni tipologia di barriere fisica e mentale.
  7. Come ti vedi fra 5 anni?  Mi auguro di avere la stessa tenacia che mi ha permesso di lasciare niente al caso, trovando in me il coraggio di non arrendermi mai.
Risposte profonde per un'autrice autentica con così tanto da insegnare. Grazie mille!
Prossimamente avremo una nuova intervista, ma fino a quel momento voglio ricordarvi che da stasera al 13/4 ci sarà un nuovo ciclo di webinar su due testi diversi fra loro, ma accomunati da un elemento: il mondo tedesco.
Volete scoprire quali sono?
Seguite quest'iniziativa e gli #autoriinvideo sul gruppo Facebook UPA - Un Pianeta Artistico! Stasera alle ore 21:00 ci sarà la prima diretta!

https://www.facebook.com/groups/2019317278302875/

mercoledì 28 marzo 2018

Intervista a Pietro Romano

Salve!
Dopo mesi di intervallo, riprendono le interviste personalizzate. Stavolta gli intervistati sono anche i vincitori del giveaway di marzo. ^_^
Il primo autore è Pietro Romano, di cui ho recensito Oltre l'anima in questo articolo: https://poesiediperiferia.blogspot.it/2016/12/oltre-lanima-versi-e-righi-di-pietro.html. 
Prima di passare alle sette domande personalizzate, leggiamo qualcosa di questo autore youcaniano.


Biografia:
Pietro Romano nasce a Catania il 23/12/1962. Nel tempo libero si dedica ad una delle sue più grandi passioni; la scrittura. In particolare ama scrivere poesie. Il 10 Settembre 2016 pubblica il suo primo libro " Oltre l' Anima " una raccolta di poesie scritte in diverse fasi temporali. Iscritto a numerosi gruppi di lettura e scrittura di facebook tra cui " Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint " dove condivide la sua passione per la scrittura. Il 5 Dicembre 2016 partecipa a Londra, con " Oltre l' Anima " a " CRYPT ON THE GREEN " serata dedicata alla cultura italiana. Il 17/18 e 19 Febbraio 2017 partecipa alla " Fiera del libro aperto " tenutasi a Firenze alla Fortezza da Basso, Padiglione Spadolini, sempre con la sua raccolta di poesie " Oltre l' anima " Dal 19 al 23 Aprile 2017 partecipa alla Fiera " Tempo di libri " a Milano, Padiglione 4, stand C34, con " Oltre l'anima " Dal 18 al 22 Maggio 2017 espone il suo libro al XXX Salone Internazionale di Torino, Padiglione 3, stand P113. Il 24/25 Giugno 2017 partecipa al Taobuk di Taormina...

Ecco la cover del suo libro La bellezza di un sorriso:
 

"Un sorriso è il volano della nostra mente, il punto di contatto tra la nostra anima e il centro dell' universo!"


Link per l'acquisto:
https://www.youcanprint.it/poesia/poesia-generale/la-bellezza-di-un-sorriso-9788892644120.html (Youcanprint).


Intervista:
Ciao Pietro, ecco l'intervista per te!
  1. Domanda di riscaldamento: se potessi usare 3 aggettivi per descrivere la tua opera, quali sceglieresti? Profonda, ermetica e sinusoidale.
  2. Come mai hai riscelto la poesia? Perché adoro condensare in poche parole tutto quello che mi succede intorno e ciò che percepisco.
  3. Quanto pensi possa incidere il sorriso in ambito lavorativo? Molto. Il sorriso è fondamentale per interagire con gli altri. Senza il sorriso non esistiamo!
  4. Hai mai vissuto un periodo in cui proprio non riuscivi a sorridere? Se sì, come hai fatto a ritrovare il sorriso? Scrivendo poesie e amando, amando e scrivendo poesie.
  5. Che consigli puoi dare ad autori di poesie che si sentono scoraggiati perché, in ambito editoriale, vende soprattutto la prosa? Di continuare a scrivere quello che gli pare.
  6. Che progetti hai a livello artistico? Ho finito in questi giorni di scrivere il mio primo racconto dal titolo: “ Il Mondo di Luca “ che sto revisionando.
  7. Come ti vedi da qui a 10 anni? Spero di scrivere cose sempre più interessanti.
Bene, per oggi è tutto.
Ringrazio Pietro per le sue risposte chiare e concise e vi invito a seguire questo blog per altre interviste interessanti.
Prossima autrice? Maria Rosaria Ricci!
=)

Il mio saluto a un 2018... cangiante!

Saluto il 2018 come se mi stessi congedando da una persona dagli occhi cangianti : sono numerosi e mutevoli gli eventi che hanno car...