Un falso Addio a Facebook.

Buonasera.
Questo era l'annuncio che avrei postato stasera sul social network che attualmente sta sotto i riflettori per motivi non felici.
Buonasera.

Ho un annuncio da fare: stasera mi cancello da Facebook.
Ho rimandato per troppo tempo questa decisione, ma sono giunta al capolinea.
Ho bisogno di riappropriarmi della libertà e del tempo che, tolto alla scrittura, alla lettura, alla preghiera mattutina e ad altre attività che mi fanno stare bene e tranquilla, ho dedicato a progetti e iniziative che mi hanno lasciato soprattutto un sapore amaro nell’anima per motivi che non sto qua a narrarvi.
Ho resistito finché potevo, cercando di coltivare i pochi gruppi positivi che ho continuato a seguire e in cui mi sono messa in gioco, anche andando oltre il mio lato profondamente introverso, oltre la mia paura di non essere ascoltata e di venire ignorata, oltre le critiche distruttive, oltre i generi letterari ai quali mi sono sempre dedicata. Purtroppo, però, i motivi che da tempo mi spingevano a lasciare sono diventati superiori a quelli che mi trattenevano su questo social.
Ringrazio chi ha creduto in me e in iniziative pensate per me e per gli altri, nonostante non sia un’amante di video in diretta, di pubblicità selvaggia e dell’ostentazione.
Ringrazio chi non si è fermato alla superficialità, volutamente offerta da e su Facebook, e ha preferito chiedermi in disparte 'Perché hai scritto questa cosa?', 'Come stai?' e pormi altre domande di questo genere.
Ringrazio chi capirà questa mia scelta di libertà e continuerà ad avere contatti con me su Blogger, Gmail, per via telefonica, dal vivo e anche su Instagram, dove pubblico foto quando mi va, e su Twitter, che uso soprattutto per motivi scolastici.
Ero davvero risoluta fino a qualche giorno fa: avevo passato una mattinata intera a trovare le parole adatte per questo testo che ho chiamato Addio a Facebook e avevo persino avvisato Mike e il gruppo CNT (Coordinamento Nazionale TFA). Mi era stato proposto di creare un contatto falso solo per questo gruppo e avevo accarezzato l'idea di questo diversivo. Ero pronta a stappare lo champagne, a farmi un pellegrinaggio, insomma, mi sono sentita come Dobby quando, aperto il diario di Tom Riddle, si imbatte in un calzino.

Poi mi son chiesta:
  • Vale davvero la pena gettare la spugna, per le opinioni di gente che tra l'altro nemmeno mi conoscono dal vivo o che mi conoscono poco e nulla?
  • Vale la pena tornare indietro dopo i 99 passi fatti camminando, cadendo, saltellando, saltando, correndo, mordicchiando labbra stanche di fatica e sorridendo al cielo per i piccoli traguardi raggiunti?
  • Vale la pena rabbuiarmi, laddove ci sono persone poche ma buone che in me ci credono?
  • Vale la pena cancellarsi da un social network, laddove sono sempre riuscita a gestire il mio tempo nonostante tutti i problemi e impegni avuti?
  • Vale davvero così tanto ciò che la gente vede e capisce da una mera bacheca?
  • È così fondamentale dover esprimere per forza una mia opinione profonda su un social dove, ahimè, si storce più il naso per un errore di battitura che per altro, e dove l'odio è più di moda della gentilezza?
  • C'è qualcun@ che mi obbliga a scrivere ciò che la gente vuole che io scriva su Facebook?
  • Davvero la mia persona deve essere definita secondo ciò che la gente può pensare a partire da dei singoli post che condivido, magari in un momento di leggerezza?
  • Posso mai perdere il tempo e la salute appresso a questi affanni mentali, laddove ci sono altre questioni più importanti cui pensare?
Se sono riuscita a rispondere "NO" a queste domande è stato grazie alla mia capatosta, al mio inguaribile ottimismo, al mio amore, a chi nel proprio piccolo investe nei miei progetti anche dal punto di vista economico, non in ultimo a chi proprio stasera ha espresso il mio stesso stato d'animo per il calo di attenzioni e di interesse verso un suo progetto cui ho creduto dal primo momento e per cui ho anche fatto dei piccoli investimenti non solo economici.
Ebbene, confermo la mia decisione di restare su Facebook per i pochi gruppi e persone che sanno come farmi sentire importante come merito, ma al contempo mi prenderò i miei tempi per fare ed essere ciò che desidero davvero, che sia da sola o in compagnia delle suddette persone che stimo e che voglio bene anche se non glielo dico o scrivo tutti i giorni. Dopotutto, ho il controllo sulle mie azioni, sui miei tempi e sui miei pensieri, non posso né devo occuparmi di azioni, tempi, pensieri e omissioni altrui che sono soprattutto frutto di esperienze al di fuori di me. Infine, non supplico nessun@.
Chi me vo bben, appress me ven... e chi nun ven me fa nu piacer!
Vi auguro la buonanotte con questo pezzo magnifico: https://www.youtube.com/watch?v=4xGKFp68l0I!

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