venerdì 29 giugno 2018

Intervista a Salvatore Amato

Salve a tutti!
Eccomi alle prese con l'intervista all'autore di cui sto attualmente leggendo il romanzo. Di chi sto parlando? Scopriamolo insieme!


Biografia:

Salvatore Amato nasce a Messina il 4 gennaio 1982. Attraverso il nonno materno, famoso pittore della sua città, impara fin dall’infanzia l’amore per l’Arte e la Letteratura.
Le primissime esperienze di scrittura arrivano con l’Hip-Hop e i Sikari Verbali, un gruppo romano autoprodotto, dopodiché con il giornale della scuola. Successivamente le sue passioni musicali lo porteranno a pubblicare due album con Belive Digital, usando lo pseudonimo di Shitkillaz.
Socio Onorario di Archivio Spettacolo, con i quali ha dato vita al primo Concorso Letterario dell’Associazione: Aneddoti dal cuore.
Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo “Fra – Fuori dal grigio”, (Chiado Editore).
Nel 2018 con contratto ricevuto grazie alla segnalazione nell’11^ Edizione del Concorso Nazionale Le Fenici pubblica la sua raccolta di racconti “Novelle Criminali, (Edizioni Montag).
Molti suoi racconti sono inseriti in diverse antologie AA.VV.


Fra - Fuori dal grigio:

Fra narra la storia d’amicizia fraterna che lega quattro ragazzi completamente diversi tra loro.
La storia si sviluppa nel corso degli anni, ponendo l’attenzione sulla loro crescita personale, la loro evoluzione e anche involuzione.
I quattro protagonisti sono allo stesso tempo i narratori della storia, ognuno con il proprio punto di vista e il proprio modo d’esprimersi. Attraverso le loro storie e pensieri, l’autore cattura retaggi storici della nostra penisola e scorci di molti difetti del “Belpaese”, portando il lettore a riflettere. Lo sfondo è una periferia grigia e dimenticata che da cornice assume a volte il ruolo di muro portante del racconto. I quattro protagonisti con i loro caratteri agli antipodi faranno di tutto per emergere e uscire fuori da quel grigio che li avvolge, ognuno alla sua maniera, ma saranno sempre pronti ad aiutarsi e a difendersi. Spesso questa voglia di un futuro migliore li porterà a intraprendere strade criminose e moralmente discutibili.
Fra all'apparenza è un racconto d’amicizia, ma andando oltre il primo strato, si scopre molto di più, perché parla di emarginazione, miseria, degrado, voglia di rivalsa, stupro ambientale, droga, fatti di cronaca e cause d’effetto, il tutto mantenendo una struttura tra il rock ’n’roll e l’underground senza peli sulla lingua. Un racconto a volte duro e d’impatto, altre ironico, impegnato, vivido e riflessivo, con un ritmo scorrevole e serrato che non necessita di altri fronzoli.

Intervista:
Eccoci qui a scambiarci un botta e risposta proprio mentre ho il tuo libro in fase di lettura!

  1. Domanda di riscaldamento: se potessi usare 3 aggettivi per descrivere la tua opera, quali sceglieresti?
Corale, crudo e vivido.

  1. Quanto tempo hai impiegato per scrivere il romanzo Fra – Fuori dal grigio?
Due anni circa, ovviamente cambiandolo, modellandolo e caratterizzando i personaggi quasi in maniera maniacale.

  1. Qual è il personaggio che ti ha messo più in difficoltà nella stesura del tuo romanzo?
È stato sicuramente Raul! Volevo che esteticamente si proiettasse come la fantasia di ogni donna, ma allo stesso tempo volevo che mentalmente e moralmente riuscisse a ottenere tutto il disprezzo delle lettrici. Spero di esserci riuscito, le opinioni di alcune blogger supportano Farina e Zaza, ma penso che nessuna possa ammirare Raul. Roberta anche tu l’hai letto, pensi che ci sia riuscito?

A renderlo odioso? Hai chiesto alla persona meno amante dei macho men. Mi ricorda uno dei personaggi inseriti in maniera caricaturale nel mio futuro romanzo, nonché Gaston de La Bella e la Bestia, che non ho mai digerito. Quindi sì, ci sei riuscito alla grande a renderlo odioso, anche per il fatto che fra lui e Killer non ho eletto il vincitore della gara di parolacce, perché non sono riuscita a portare il conto nel leggere "cazzo" e "minchia" un rigo sì e l'altro pure!
Fra i quattro protagonisti per me Farina è il migliore: a parte l'ansia continua a livello di puntualità, in cui mi rivedo a pieno, ma mi sembra quello un po' più equilibrato e con la testa sulle spalle, sebbene faccia anche lui delle scelte un po' discutibili. Zaza, invece, all'inizio mi stava MOLTO sulle scatole, però nelle scene in cui... niente, non voglio spoilerare! Volevo dire, man mano l'ho un po' rivalutato. Su Killer non mi esprimo più di tanto, perché è quello con cui ho meno empatia in assoluto, ma un altro personaggio davvero odioso è proprio suo padre, che è quasi la copia spiccicata di un cattivo del mio sempre futuro romanzo.

  1. Qual è stato il primo riscontro nella pubblicazione di Fra – Fuori dal grigio? Voglio dire, cosa ne hanno pensato le persone a te care?
Le persone care sono sempre di parte! Per mia madre dopo Fra, meritavo il Nobel alla Letteratura, perciò all'inizio ho preso con le pinze tutti i complimenti, in seguito sono arrivate le recensioni e sono state molto gratificanti. Anche la presentazione di Fra a Centocelle (Roma) è stata una sorpresa gradita, vedere tutti quegli amici, conoscenti e non, venuti lì per ascoltare e acquistare il mio libro… Non ero preparato per le dediche ed è stato buffo, ma il calore dimostratomi è stato fantastico. Queste cose hanno ripagato tutto il mio lavoro, perciò sono più che soddisfatto del riscontro ottenuto finora.

  1. Da quali documenti ed esperienze hai attinto per poter parlare di rave e droghe in modo sciolto?
Esperienze dirette e indirette di un’adolescenza vivace. Da ragazzino andavo a queste feste, anche perché i ragazzi più grandi mi davano la possibilità di suonare, in quel periodo della mia vita penso che abbia messo radici il mio amore per la musica, facendo nascere successivamente gli album con lo pseudonimo di Shitkillaz. Anzi ne approfitto per fare un regalo, spero gradito, a te e a tutti quelli che stanno leggendo questa intervista, mettendo il link dove scaricare i miei pezzi, o interi album gratuitamente (sito più che sicuro)   https://www.jamendo.com/artist/422419/shitkillaz .
Questa passione, tra l’altro, ho cercato di trasmetterla attraverso Zaza, la sua ossessione per la musica e l’Aerosol Art, che ritengo una più che valida manifestazione d’arte.

Concordo: è una signora arte e in realtà non sapevo si chiamasse così. Mi sono sempre riferita a quest'attività artistica col termine "street art" e i prodotti li ho sempre definiti "murales".

  1. Secondo te qual è l’arma vincente per uno scrittore o una scrittrice emergente?
Scrivere e leggere tanto, cercando sempre di migliorarsi.

  1. Che progetti hai a livello artistico?
È uscito da pochissimo il mio secondo libro “Novelle criminali”, edito da Edizioni Montag, con contratto ottenuto grazie alla segnalazione della giuria al concorso Le Fenici. Mi piacerebbe organizzare altri concorsi con Archivio Spettacolo, ma una cosa alla volta, intanto dobbiamo selezionare e valutare i racconti per la prima edizione di Aneddoti dal cuore… Vedremo! Poi, i progetti sono tantissimi, forse qualcuno di questi si realizzerà, per ora quello maggiore è di continuare a vivere così bene la scrittura, almeno finché sarà così salutare. Forse, Roberta, chi come me necessita di scrivere, combatte in qualche modo i propri mostri, forse per ognuno di noi è un universo a parte.

Bene, l'intervista si conclude qui.

Grazie per l’intervista e per il tempo dedicatomi, ti faccio i migliori auguri per il tuo matrimonio, per Poesie di periferia, quello che scriverai e il progetto UPA, di cui anche se poco attivamente, sono felice di fare parte.

Grazie mille per le tue risposte dettagliate e piene di spirito d'iniziativa e di umiltà. Ringrazio di vero cuore anche i lettori e le lettrici che seguono il mio blog e che sono arrivate fin qui con la lettura.


N.B.: 
Come avete letto qui e nel post precedente http://poesiediperiferia.blogspot.com/2018/06/un-addio-al-nubilato-misura-della-sposa.html, fra poco mi sposo, quindi per tutto il mese di luglio non ci saranno pubblicazioni su questo blog. Tuttavia, vi sono i post sugli autori e sulle autrici di lingua tedesca che vi aspettano su UPA - Un Pianeta Artistico. A proposito di questo gruppo FB, come candidati alla prossima edizione di #autoriinvideo al momento ho proprio Salvatore e Maria Rosaria (di cui potete leggere l'intervista qui: Intervista a Maria Rosaria Ricci e la recensione di Abilmente - Il coraggio di non arrendersi qui: 5 libri suggeriti da Roberta F.I. Visone).
Se si raggiungerà il numero minimo di 5 autori, allora il progetto potrà essere riavviato, altrimenti in ogni caso i due cari autori avranno il privilegio di presentare il proprio testo sul mio gruppo e un'altra sorpresina.
Per oggi è tutto.
Vi saluto augurandovi buoni esami orali della maturità, buone vacanze, buon tutto! :*

lunedì 25 giugno 2018

Un addio al nubilato a misura della sposa. Grazie!

Mi spiace aver interrotto il gioco dei libri della mia vita e non essere presente sui social in generale e sul gruppo UPA - Un Pianeta Artistico in particolare, ma questi ultimi giorni prematrimoniali sono pieni di corse e vicende meravigliose, fra matrimonio di Ilenia e Angelo e due addii al nubilato, cioè quello suo alla SPA e il mio di ieri, al quale mancavano poche persone importanti che, però, ci saranno al matrimonio mio e di Mike.
E pensare che la mia idea iniziale era passare qualche ora alla SPA con la mia migliore amica a Roma per vivere questo "rito di passaggio", ma purtroppo mi è impossibile spostarmi di questi tempi, ho comunque una sorpresa in serbo per lei e sono rimasta davvero soddisfatta dell'addio al nubilato organizzato da mia sorella e dalle mie amiche Ilenia (venuta da Grottaminarda il giorno dopo il suo matrimonio), Laura (venuta in Circumvesuviana all'andata), Lalla, Laura prof, Raffa, Mary e Rosy (venute da diverse zone di Napoli).
Siamo state al locale al quale spesso io, Mike, Ile e Angelo (più Giusi e Nello) siamo andati dopo il corso prematrimoniale e, a parte il cameriere non totalmente accogliente, è andata alla grande soprattutto grazie al tocco creativo di Mary (bigliettini, torta, test) e all'allegra compagnia. Divertente nella semplicità e nella sobrietà, il mio addio al nubilato ha sposato a pieno le mie aspettative e il mio modo di essere: mi sono sentita a mio agio senza strafare, anche perché dovevo accompagnare la futura sposa Laura con la macchina di mamma, non mi sono mai ubriacata (né avrei iniziato ieri XD) e non sono abituata a stare sotto i riflettori, soprattutto per cose buone.
Eventi come questo sono importanti per me, perché fanno crescere sempre di più la consapevolezza di meritarmi tanto affetto, stima e tempo da parte delle persone cui dedico altrettanto tempo, stima e affetto e che sanno di poter contare sul mio appoggio per ridere, per condividere l'ansia e le aspettative verso un progetto o per star male per una disgrazia.
Qualche giorno fa Mike mi ha detto che col matrimonio si mette il punto a tante situazioni. Ebbene sì, mi prometto di farlo, anche perché la vita matrimoniale ci porterà, oltre alle libertà tanto agognate, delle grosse responsabilità. Dovremo riorganizzare i nostri tempi e di certo non potremo né dovremo né vorremo perderlo con chi ci dà le briciole o il cosiddetto tuosseco, ma, anzi, potremo, dovremo e vorremo dedicare le nostre giornate a chi ci sta accanto in carcere, in malattia e nella gioia.
Ma bando alle ciance. Ecco il link da cui poter vedere alcune foto di ieri: https://www.instagram.com/p/BkcHmuQFAir/.

martedì 5 giugno 2018

Bilancio di metà anno a livello artistico

Rivedendo le foto de "L'ultimo ciak", uno degli spettacoli più belli in cui abbia mai recitato e presentato, mi è venuta voglia di fare un bilancio di metà anno a livello artistico.
Se penso solo alle poesie che in quasi 4 anni sono riuscita a pubblicare in self e a far conoscere a persone di diverse fasce d'età, mi posso ritenere soddisfatta. Certo, non ho conseguito premi od onorificenze, né il mio profilo, la mia pagina FB o il mio gruppo pullulano di "mi piace", eppure per me è un onore sapere che quella che una volta era la mia parte più nascosta si è avvicinata ad altre intimità simili o dissimili. Prima ancora di ciò, sono contenta di essere riuscita a superare la mia timidezza nel mostrare una parte di me che tenevo gelosamente custodita. Sono anche soddisfatta di aver pubblicato, oltre a "Poesie di periferia", il romanzo poliziesco "Gli opali indiani" e l'articolo accademico dedicato al CLIL sui quali ho lavorato per molto tempo. Infine, dopo tre anni dai primi schemi, sono ancora più entusiasta della dedizione che ci sto mettendo nell'editare il mio futuro romanzo insieme a una editor speciale: Sara Gavioli. Conosciuta tramite la meravigliosa ciurma alla quale mi sento di appartenere, lei mi sta aiutando non solo a livello di scrittura tout court, ma anche a scavare di nuovo a fondo in ciò che in realtà, nonostante la resilienza che dimostro nella vita reale, non sono ancora riuscita a superare del tutto. Il senso e la realtà di esclusione dal "gruppo", il lutto, il bullismo, le incomprensioni, il sentirmi e l'essere spesso una "esterna serva inutile", il contatto con la disabilità e altro ancora.

Oggigiorno si è in cerca di una sorta di felicità data dai tanti like, dall'approvazione esterna, dallo scrivere miriadi di storie  al giorno come se nulla fosse. Queste stesse persone, però, si chiedono se l'arte rende felici? Io sì e rispondo: "Prima della soddisfazione economica e prima dei 100000 'like' al dì cliccati da gente non sempre a conoscenza del mondo della scrittura, ci stanno la contentezza, la grinta e il coraggio di dedicarmi a questa attività artistica come meglio posso, coi miei punti di forza e con quelli con cui devo trovare una sorta di compromesso per conviverci e per migliorare la mia penna e le mie reazioni. Sì, l'arte, anzi, il dedicare il mio tempo prezioso all'arte mi rende felice anche quando chi considero 'amico/-a' ignora o trascura ciò che scrivo. Così come sono riuscita a realizzare il sogno dell'insegnamento, così un giorno arriverà il momento in cui quelle stesse persone, che prima ignoravano o prendevano sottogamba le mie iniziative, urleranno in giro e sui social 'Sono una sua amica/un suo amico!', mentre io starò a raccogliere il frutto della mia pazienza con chi mi è stato vicino anche e soprattutto quando altre persone erano più stimate di me e quando sentivo che era inutile dedicarmi alla scrittura o a iniziative letterarie."





Il mio saluto a un 2018... cangiante!

Saluto il 2018 come se mi stessi congedando da una persona dagli occhi cangianti : sono numerosi e mutevoli gli eventi che hanno car...